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Assenza di un termine massimo di durata dei procedimenti sanzionatori ex lege n. 689 del 1981

Consiglio di Stato, sez.VII,14 febbraio 2022, n.1081

data: 27.02.2022
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con il provvedimento in commento, il Collegio ha affermato che i principi sanciti dalla L.n.241/1990 non sono applicabili ai procedimenti di natura sanzionatoria ma, essendo tali preordinati all’irrogazione di sanzioni amministrative, sono retti dai principi sanciti nella L.n.689/1981.

Il Consiglio di Stato inoltre ha ribadito che il procedimento sanzionatorio, anche in assenza di una esplicita disposizione che preveda un termine finale per la conclusione del procedimento, non si può protrarre sine die. Questo in quanto, a parere del Collegio, l’amministrazione deve agire comunque in modo tempestivo, rispettando l’esigenza di certezza del cittadino, nella specifica accezione di prevedibilità temporale, delle conseguenze derivanti dall’esercizio dei pubblici poteri, e, ove protragga in modo ingiustificato l’esercizio del potere, deve darne puntuale motivazione delle ragioni che le hanno impedito di applicare la sanzione in prossimità temporale con l’accertamento dell’illecito.

Assenza di un termine massimo di durata dei procedimenti sanzionatori ex lege n. 689 del 1981

Consiglio di Stato, sez.VII,14 febbraio 2022, n.1081

data: 27.02.2022
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con il provvedimento in commento, il Collegio ha affermato che i principi sanciti dalla L.n.241/1990 non sono applicabili ai procedimenti di natura sanzionatoria ma, essendo tali preordinati all’irrogazione di sanzioni amministrative, sono retti dai principi sanciti nella L.n.689/1981.

Il Consiglio di Stato inoltre ha ribadito che il procedimento sanzionatorio, anche in assenza di una esplicita disposizione che preveda un termine finale per la conclusione del procedimento, non si può protrarre sine die. Questo in quanto, a parere del Collegio, l’amministrazione deve agire comunque in modo tempestivo, rispettando l’esigenza di certezza del cittadino, nella specifica accezione di prevedibilità temporale, delle conseguenze derivanti dall’esercizio dei pubblici poteri, e, ove protragga in modo ingiustificato l’esercizio del potere, deve darne puntuale motivazione delle ragioni che le hanno impedito di applicare la sanzione in prossimità temporale con l’accertamento dell’illecito.