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Controllo della fauna selvatica

Corte costituzionale, sent. 3 giugno 2021 n. 316

data: 10.06.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Ha chiarito la Corte costituzionale che le Regioni e le Province autonome hanno la facoltà di adottare norme di tutela ambientale più elevata nell’esercizio di competenze, previste dalla Costituzione, che concorrano con quella dell’ambiente. Il controllo della fauna selvatica è demandato alle Regioni, ai sensi dell’art. 19 della legge n. 157 del 1992 e deve essere espletato mediante il ricorso a metodi ecologici.

Solo allorché l’ISPRA abbia verificato l’inefficacia di tali metodi, le Regioni possono autorizzare piani di abbattimento. I suddetti piani, ai sensi del comma 2 dell’art. 19 della legge n. 157 del 1992, vengono attuati dalle Amministrazioni tramite le guardie provinciali che possono avvalersi dei proprietari e dei conduttori dei fondi interessati, oltre che delle guardie forestali e comunali, sempre che siano tutti muniti di licenza per l’esercizio venatorio.

Alla luce di tali considerazioni, la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, lettera a), della legge della Regione Sardegna 27 febbraio 2020, n. 5, nella parte in cui non prevede che i corsi di formazione specifici, ai quali devono aver partecipato i meri cacciatori delegati dai proprietari e conduttori dei fondi su cui vanno attuati i piani di abbattimento della fauna selvatica, siano concordati con ISPRA. Infatti, solo i corsi relativi a programmi concordati con l’ISPRA sono ritenuti idonei a legittimare agli abbattimenti i cacciatori privi di ulteriori requisiti di qualificazione.

Controllo della fauna selvatica

Corte costituzionale, sent. 3 giugno 2021 n. 316

data: 10.06.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Ha chiarito la Corte costituzionale che le Regioni e le Province autonome hanno la facoltà di adottare norme di tutela ambientale più elevata nell’esercizio di competenze, previste dalla Costituzione, che concorrano con quella dell’ambiente. Il controllo della fauna selvatica è demandato alle Regioni, ai sensi dell’art. 19 della legge n. 157 del 1992 e deve essere espletato mediante il ricorso a metodi ecologici.

Solo allorché l’ISPRA abbia verificato l’inefficacia di tali metodi, le Regioni possono autorizzare piani di abbattimento. I suddetti piani, ai sensi del comma 2 dell’art. 19 della legge n. 157 del 1992, vengono attuati dalle Amministrazioni tramite le guardie provinciali che possono avvalersi dei proprietari e dei conduttori dei fondi interessati, oltre che delle guardie forestali e comunali, sempre che siano tutti muniti di licenza per l’esercizio venatorio.

Alla luce di tali considerazioni, la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, lettera a), della legge della Regione Sardegna 27 febbraio 2020, n. 5, nella parte in cui non prevede che i corsi di formazione specifici, ai quali devono aver partecipato i meri cacciatori delegati dai proprietari e conduttori dei fondi su cui vanno attuati i piani di abbattimento della fauna selvatica, siano concordati con ISPRA. Infatti, solo i corsi relativi a programmi concordati con l’ISPRA sono ritenuti idonei a legittimare agli abbattimenti i cacciatori privi di ulteriori requisiti di qualificazione.