INTRANET
Copyright 2020 - Quorum Studio Legale e Tributario Associato - Credits

L’obbligatoria indicazione dei costi della manodopera in offerta non include i costi per le figure professionali coinvolte, occasionalmente, in ausilio

T.A.R. Lazio, Seconda Sezione,28 settembre 2021, n.10021

data: 08.10.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il TAR nel caso di specie ha interpretato restrittivamente l’obbligo di cui all’art. 95, comma 10, del d.lgs. n. 50/2016.Tale disposizione prevede che “nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro…”. La norma citata pertanto garantisce un’equa retribuzione per i dipendi dell’appalto e proteggendo gli stessi dalle speculazioni delle imprese appaltatrici, che mirano a ridurre i costi per rendere più competitive le offerte sul mercato. Secondo i giudici del TAR Lazio la norma riguarda soli i costi diretti della commessa, esclusi quindi i costi per le figure professionali coinvolte nella commessa solo in maniera occasionale per ragioni non prevenibili. Ciò perché la norma risponde ad un’esigenza di tutela avvertita solo per i dipendenti impiegati stabilmente nella commessa, in quanto voce di costo che può essere variamente articolata, nell’interesse esclusivo dell’impresa, nella formulazione dell’offerta per la specifica commessa. Invece per le figure professionali impiegate in via indiretta, che operano solo occasionalmente, il costo non si presta ad essere rimodulato in relazione all’offerta da presentare per il singolo appalto. Ne consegue che i costi legati alla manodopera di questi ultimi non sono soggetti al rischio delle speculazioni di cui sopra.

L’obbligatoria indicazione dei costi della manodopera in offerta non include i costi per le figure professionali coinvolte, occasionalmente, in ausilio

T.A.R. Lazio, Seconda Sezione,28 settembre 2021, n.10021

data: 08.10.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il TAR nel caso di specie ha interpretato restrittivamente l’obbligo di cui all’art. 95, comma 10, del d.lgs. n. 50/2016.Tale disposizione prevede che “nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro…”. La norma citata pertanto garantisce un’equa retribuzione per i dipendi dell’appalto e proteggendo gli stessi dalle speculazioni delle imprese appaltatrici, che mirano a ridurre i costi per rendere più competitive le offerte sul mercato. Secondo i giudici del TAR Lazio la norma riguarda soli i costi diretti della commessa, esclusi quindi i costi per le figure professionali coinvolte nella commessa solo in maniera occasionale per ragioni non prevenibili. Ciò perché la norma risponde ad un’esigenza di tutela avvertita solo per i dipendenti impiegati stabilmente nella commessa, in quanto voce di costo che può essere variamente articolata, nell’interesse esclusivo dell’impresa, nella formulazione dell’offerta per la specifica commessa. Invece per le figure professionali impiegate in via indiretta, che operano solo occasionalmente, il costo non si presta ad essere rimodulato in relazione all’offerta da presentare per il singolo appalto. Ne consegue che i costi legati alla manodopera di questi ultimi non sono soggetti al rischio delle speculazioni di cui sopra.