INTRANET
Copyright 2020 - Quorum Studio Legale e Tributario Associato - Credits

Il Consiglio di Stato definisce i confini giuridici dell’istituto dello Screening e ne chiarisce i rapporti con la valutazione di impatto ambientale

Consiglio di Stato, 7 settembre 2020, n. 5379

data: 24.09.2020
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

La fase di screening è preposta a sondare la progettualità di un’opera e, solo nel caso in cui se ne ravvisi una significatività in termini di incidenza negativa sull’ambiente, impone il passaggio alla successiva fase nella procedura di V.I.A..

Lo screening, dunque, date le complessità e l’autonomia riconosciutegli dal Codice dell’Ambiente, costituisce esso stesso una procedura di valutazione ambientale, meno complessa della V.I.A. e la cui previsione risponde a motivazioni diverse.

In tale ottica, la verifica di assoggettabilità non può essere considerata una fase costitutiva ed imprescindibile della V.I.A., in quanto non dev’essere esperita sempre, ma solo rispetto a taluni progetti individuati dal Codice ambientale. Ne costituisce, al contrario, un elemento aggiuntivo ed eccezionale rispetto al normale iter.

Il rapporto tra i due procedimenti si configura in termini di cerchi concentrici caratterizzati dal nucleo comune rappresentato dalla valutazione della progettualità proposta in termini di negativa incidenza sull’ambiente, in via sommaria e preliminare nel caso dello screening e definitiva in sede di valutazione di impatto ambientale.

In definitiva, lo screening anticipa la V.I.A., delibandone l’opportunità sulla base della ritenuta sussistenza prima facie dei relativi presupposti.

Il Consiglio di Stato definisce i confini giuridici dell’istituto dello Screening e ne chiarisce i rapporti con la valutazione di impatto ambientale

Consiglio di Stato, 7 settembre 2020, n. 5379

data: 24.09.2020
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

La fase di screening è preposta a sondare la progettualità di un’opera e, solo nel caso in cui se ne ravvisi una significatività in termini di incidenza negativa sull’ambiente, impone il passaggio alla successiva fase nella procedura di V.I.A..

Lo screening, dunque, date le complessità e l’autonomia riconosciutegli dal Codice dell’Ambiente, costituisce esso stesso una procedura di valutazione ambientale, meno complessa della V.I.A. e la cui previsione risponde a motivazioni diverse.

In tale ottica, la verifica di assoggettabilità non può essere considerata una fase costitutiva ed imprescindibile della V.I.A., in quanto non dev’essere esperita sempre, ma solo rispetto a taluni progetti individuati dal Codice ambientale. Ne costituisce, al contrario, un elemento aggiuntivo ed eccezionale rispetto al normale iter.

Il rapporto tra i due procedimenti si configura in termini di cerchi concentrici caratterizzati dal nucleo comune rappresentato dalla valutazione della progettualità proposta in termini di negativa incidenza sull’ambiente, in via sommaria e preliminare nel caso dello screening e definitiva in sede di valutazione di impatto ambientale.

In definitiva, lo screening anticipa la V.I.A., delibandone l’opportunità sulla base della ritenuta sussistenza prima facie dei relativi presupposti.