INTRANET
Copyright 2020 - Quorum Studio Legale e Tributario Associato - Credits

Il Consiglio di Stato si pronuncia sui presupposti per la formazione del silenzio-assenso sulla domanda di autorizzazione edilizia

Consiglio di Stato, sez. VI, sent. 22 gennaio 2021 n. 666

data: 04.02.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il silenzio-assenso previsto dal d.lgs. n. 259 del 2003 rappresenta una fattispecie procedurale di carattere speciale che esclude l’applicazione della normativa di carattere generale di cui al DPR n. 380/2001 e che assorbe in sé anche la valutazione edilizia che presiede al titolo, esprimendo la volontà del legislatore di concludere il procedimento in un termine breve, al fine di garantire un sollecito rilascio delle autorizzazioni.

La fattispecie agevolativa del silenzio assenso individua un modulo procedimentale autorizzatorio che può perfezionarsi anche tacitamente, ma che deve precedere l’esecuzione dei lavori, non potendo, in nessun caso, un permesso di costruire legittimare in via retroattiva opere già realizzate.

La formazione tacita del silenzio assenso presuppone, quale condizione imprescindibile, non solo il decorso del tempo dalla presentazione della domanda senza che sia intervenuto un riscontro dall’Amministrazione, ma anche la contestuale presenza di tutte le condizioni, i requisiti e i presupposti richiesti dalla legge, ossia degli elementi costitutivi della fattispecie di cui si deduce l’avvenuto perfezionamento, con la conseguenza che il silenzio assenso non si forma nel caso in cui la fattispecie rappresentata non sia conforme a quella normativamente prevista.

La presentazione di un’istanza di sanatoria non rende inefficace il provvedimento sanzionatorio pregresso; non vi è dunque una automatica necessità per l’Amministrazione di adottare, se del caso, un nuovo provvedimento di demolizione. La domanda di accertamento di conformità determina un arresto dell’efficacia dell’ordine di demolizione, ma tale inefficacia opera in termini di mera sospensione. In caso di rigetto dell’istanza di sanatoria, l’ordine di demolizione riacquista la sua efficacia.

Il Consiglio di Stato si pronuncia sui presupposti per la formazione del silenzio-assenso sulla domanda di autorizzazione edilizia

Consiglio di Stato, sez. VI, sent. 22 gennaio 2021 n. 666

data: 04.02.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il silenzio-assenso previsto dal d.lgs. n. 259 del 2003 rappresenta una fattispecie procedurale di carattere speciale che esclude l’applicazione della normativa di carattere generale di cui al DPR n. 380/2001 e che assorbe in sé anche la valutazione edilizia che presiede al titolo, esprimendo la volontà del legislatore di concludere il procedimento in un termine breve, al fine di garantire un sollecito rilascio delle autorizzazioni.

La fattispecie agevolativa del silenzio assenso individua un modulo procedimentale autorizzatorio che può perfezionarsi anche tacitamente, ma che deve precedere l’esecuzione dei lavori, non potendo, in nessun caso, un permesso di costruire legittimare in via retroattiva opere già realizzate.

La formazione tacita del silenzio assenso presuppone, quale condizione imprescindibile, non solo il decorso del tempo dalla presentazione della domanda senza che sia intervenuto un riscontro dall’Amministrazione, ma anche la contestuale presenza di tutte le condizioni, i requisiti e i presupposti richiesti dalla legge, ossia degli elementi costitutivi della fattispecie di cui si deduce l’avvenuto perfezionamento, con la conseguenza che il silenzio assenso non si forma nel caso in cui la fattispecie rappresentata non sia conforme a quella normativamente prevista.

La presentazione di un’istanza di sanatoria non rende inefficace il provvedimento sanzionatorio pregresso; non vi è dunque una automatica necessità per l’Amministrazione di adottare, se del caso, un nuovo provvedimento di demolizione. La domanda di accertamento di conformità determina un arresto dell’efficacia dell’ordine di demolizione, ma tale inefficacia opera in termini di mera sospensione. In caso di rigetto dell’istanza di sanatoria, l’ordine di demolizione riacquista la sua efficacia.