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Il Consiglio di Stato si pronuncia sulla legittimità della sperimentazione scientifica sui primati vivi

Consiglio di Stato, sez. III, sent. 8 febbraio 2021 n. 1186

data: 12.02.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il Consiglio di Stato ha chiarito che la sperimentazione su primati vivi non umani, finalizzata alla ricerca concernente la possibilità di recuperare la funzione visiva nella forma della cecità corticale al fine di migliorare la qualità di vita nei pazienti emianoptici, è legittima in quanto rispetta il principio delle 3R, contenuto al considerando n. 11 della direttiva n. 2010/63, in base al quale, per svolgere una ricerca involgente la sperimentazione sugli animali (ed a maggior ragione per quelle autorizzate in deroga), sussiste l’obbligo di rispettare i principi della sostituzione, della riduzione e del perfezionamento, nel rigido rispetto della gerarchia dell’obbligo di ricorrere a metodi alternativi.

Nella specie, il Collegio ha affermato che l’obiettivo del progetto non potrebbe essere raggiunto con metodologie effettuate direttamente sull’uomo e che, quindi, non sussistono metodi alternativi o la possibilità di effettuare la sperimentazione su un numero inferiore di macachi.

In relazione alla sperimentazione su primati vivi non umani, sussiste l’obbligo imprescindibile del soggetto autorizzato di effettuare rapporti periodici e frequenti, che includano gli aspetti di competenza dell’etologo e che si soffermino anche sulle condizioni di stress e di possibile interazione tra specie animali che basano uno dei cardini della loro esistenza sulla interazione reciproca. I report da effettuare devono cioè attestare che, nonostante le pratiche condotte sui macachi, è rispettato il benessere animale di cui all’art. 13 del vigente Trattato europeo.

Il Consiglio di Stato si pronuncia sulla legittimità della sperimentazione scientifica sui primati vivi

Consiglio di Stato, sez. III, sent. 8 febbraio 2021 n. 1186

data: 12.02.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il Consiglio di Stato ha chiarito che la sperimentazione su primati vivi non umani, finalizzata alla ricerca concernente la possibilità di recuperare la funzione visiva nella forma della cecità corticale al fine di migliorare la qualità di vita nei pazienti emianoptici, è legittima in quanto rispetta il principio delle 3R, contenuto al considerando n. 11 della direttiva n. 2010/63, in base al quale, per svolgere una ricerca involgente la sperimentazione sugli animali (ed a maggior ragione per quelle autorizzate in deroga), sussiste l’obbligo di rispettare i principi della sostituzione, della riduzione e del perfezionamento, nel rigido rispetto della gerarchia dell’obbligo di ricorrere a metodi alternativi.

Nella specie, il Collegio ha affermato che l’obiettivo del progetto non potrebbe essere raggiunto con metodologie effettuate direttamente sull’uomo e che, quindi, non sussistono metodi alternativi o la possibilità di effettuare la sperimentazione su un numero inferiore di macachi.

In relazione alla sperimentazione su primati vivi non umani, sussiste l’obbligo imprescindibile del soggetto autorizzato di effettuare rapporti periodici e frequenti, che includano gli aspetti di competenza dell’etologo e che si soffermino anche sulle condizioni di stress e di possibile interazione tra specie animali che basano uno dei cardini della loro esistenza sulla interazione reciproca. I report da effettuare devono cioè attestare che, nonostante le pratiche condotte sui macachi, è rispettato il benessere animale di cui all’art. 13 del vigente Trattato europeo.