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Il Consiglio di Stato si pronuncia sulla legittimità dell’aggiudicazione di un appalto di lavori e preventiva bonifica del sito interessato ad una r.t.i. non in possesso dell’iscrizione all’Albo dei gestori ambientali e sulla possibilità di fare ricorso al c.d. subappalto “necessario”

Consiglio di Stato, sez. VI, sent. 15 febbraio 2021 n. 1308

data: 18.02.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

È illegittima l’aggiudicazione di un appalto di lavori avente ad oggetto la realizzazione di un nuovo edificio scolastico e la contestuale preventiva bonifica ambientale del sito, ad un raggruppamento temporaneo di imprese non in possesso dell’iscrizione all’Albo dei gestori ambientali, ove questa sia prevista dalla lex specialis.

Tale requisito ha natura soggettiva ed è relativo alla idoneità professionale degli operatori ai sensi dell’art. 83, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 50 del 2016, costituendo titolo autorizzatorio per l’esercizio dell’attività di raccolta e trasporto dei rifiuti pericolosi e non e di bonifica dei siti.

Il suo possesso determina l’abilitazione soggettiva all’esercizio della professione e costituisce un requisito che si pone a monte dell’attività di gestione dei rifiuti, rientrando nell’ambito dei requisiti di partecipazione e non di esecuzione.

In materia di gare di appalto è ammesso il ricorso al subappalto “necessario” anche nel vigore del d.lgs. n. 50 del 2016.

Sebbene tale istituto non sia espressamente previsto nel Codice dei contratti pubblici, esso è infatti compatibile con l’assetto delineato dall’art. 105 in tema di subappalto, non è smentito dalle norme del Codice concernenti il possesso dei requisiti da parte degli esecutori dei lavori pubblici ed è tuttora praticabile per la confermata vigenza dell’art. 12 (Disposizioni urgenti in materia di qualificazione degli esecutori dei lavori pubblici), commi 1 e 2, del d.l. 28 marzo 2014.

Il Consiglio di Stato si pronuncia sulla legittimità dell’aggiudicazione di un appalto di lavori e preventiva bonifica del sito interessato ad una r.t.i. non in possesso dell’iscrizione all’Albo dei gestori ambientali e sulla possibilità di fare ricorso al c.d. subappalto “necessario”

Consiglio di Stato, sez. VI, sent. 15 febbraio 2021 n. 1308

data: 18.02.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

È illegittima l’aggiudicazione di un appalto di lavori avente ad oggetto la realizzazione di un nuovo edificio scolastico e la contestuale preventiva bonifica ambientale del sito, ad un raggruppamento temporaneo di imprese non in possesso dell’iscrizione all’Albo dei gestori ambientali, ove questa sia prevista dalla lex specialis.

Tale requisito ha natura soggettiva ed è relativo alla idoneità professionale degli operatori ai sensi dell’art. 83, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 50 del 2016, costituendo titolo autorizzatorio per l’esercizio dell’attività di raccolta e trasporto dei rifiuti pericolosi e non e di bonifica dei siti.

Il suo possesso determina l’abilitazione soggettiva all’esercizio della professione e costituisce un requisito che si pone a monte dell’attività di gestione dei rifiuti, rientrando nell’ambito dei requisiti di partecipazione e non di esecuzione.

In materia di gare di appalto è ammesso il ricorso al subappalto “necessario” anche nel vigore del d.lgs. n. 50 del 2016.

Sebbene tale istituto non sia espressamente previsto nel Codice dei contratti pubblici, esso è infatti compatibile con l’assetto delineato dall’art. 105 in tema di subappalto, non è smentito dalle norme del Codice concernenti il possesso dei requisiti da parte degli esecutori dei lavori pubblici ed è tuttora praticabile per la confermata vigenza dell’art. 12 (Disposizioni urgenti in materia di qualificazione degli esecutori dei lavori pubblici), commi 1 e 2, del d.l. 28 marzo 2014.