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Il TAR Bologna si pronuncia sulla formazione del silenzio assenso tra Pubbliche Amministrazioni nei procedimenti che si chiudono con atti generali disciplinanti la materia urbanistica

TAR Bologna, sez. I, sent. 27 febbraio 2021 n. 153

data: 05.03.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il silenzio assenso tra P.A. nei procedimenti che si chiudono con atti generali che disciplinano la materia urbanistica costituisce una fattispecie di silenzio tipizzata, che matura tra amministrazioni pubbliche alle condizioni ed entro i limiti disegnati dalla specifica disposizione normativa. Per tale motivo viene definito come silenzio-assenso “interno”, ossia che interviene all’interno del modulo procedimentale, oppure quale silenzio-assenso “orizzontale”, in quanto concerne i rapporti tra più amministrazioni o enti pubblici e non involge il rapporto “verticale” con il destinatario del provvedimento.

L’ambito di operatività di tale istituto di semplificazione attiene ai procedimenti pluristrutturati, quando all’emanazione di un provvedimento finale partecipino più amministrazioni, ciascuna portatrice di un peculiare interesse pubblico, che cura nell’esercizio di proprie funzioni, ascritte dalla legge. Ne discende che l’avviso espresso, con parere o altra formula di assenso, da una amministrazione è parimenti vincolante ai fini dell’emanazione della decisione finale.

Ciò premesso, il Tar ha chiarito che non vi sono dubbi circa l’ambito oggettivo di applicazione della norma anche agli atti di pianificazione, quali atti amministrativi generali e agli atti di assenso da parte di amministrazioni deputate alla cura di interessi c.d. sensibili.

Per ragioni letterali, sistematiche e teleologiche, l’istituto del silenzio assenso tra P.A. ha una portata generalizzata, che prescinde dall’Amministrazione coinvolta o dalla natura del procedimento pluristrutturato preso in esame, risultando applicabile anche ai procedimenti diretti all’adozione di atti amministrativi generali, incidenti su interessi pubblici sensibili e all’esito di valutazioni discrezionali complesse.

Il TAR Bologna si pronuncia sulla formazione del silenzio assenso tra Pubbliche Amministrazioni nei procedimenti che si chiudono con atti generali disciplinanti la materia urbanistica

TAR Bologna, sez. I, sent. 27 febbraio 2021 n. 153

data: 05.03.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il silenzio assenso tra P.A. nei procedimenti che si chiudono con atti generali che disciplinano la materia urbanistica costituisce una fattispecie di silenzio tipizzata, che matura tra amministrazioni pubbliche alle condizioni ed entro i limiti disegnati dalla specifica disposizione normativa. Per tale motivo viene definito come silenzio-assenso “interno”, ossia che interviene all’interno del modulo procedimentale, oppure quale silenzio-assenso “orizzontale”, in quanto concerne i rapporti tra più amministrazioni o enti pubblici e non involge il rapporto “verticale” con il destinatario del provvedimento.

L’ambito di operatività di tale istituto di semplificazione attiene ai procedimenti pluristrutturati, quando all’emanazione di un provvedimento finale partecipino più amministrazioni, ciascuna portatrice di un peculiare interesse pubblico, che cura nell’esercizio di proprie funzioni, ascritte dalla legge. Ne discende che l’avviso espresso, con parere o altra formula di assenso, da una amministrazione è parimenti vincolante ai fini dell’emanazione della decisione finale.

Ciò premesso, il Tar ha chiarito che non vi sono dubbi circa l’ambito oggettivo di applicazione della norma anche agli atti di pianificazione, quali atti amministrativi generali e agli atti di assenso da parte di amministrazioni deputate alla cura di interessi c.d. sensibili.

Per ragioni letterali, sistematiche e teleologiche, l’istituto del silenzio assenso tra P.A. ha una portata generalizzata, che prescinde dall’Amministrazione coinvolta o dalla natura del procedimento pluristrutturato preso in esame, risultando applicabile anche ai procedimenti diretti all’adozione di atti amministrativi generali, incidenti su interessi pubblici sensibili e all’esito di valutazioni discrezionali complesse.