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L’Adunanza plenaria si pronuncia sull’interesse al ricorso e la legittimazione ad impugnare titoli edilizi altrui e sulle tendenze espansive in materia di legittimazione al ricorso

Cons. St., A.P., 9 dicembre 2021, n. 22

data: 18.12.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il Collegio ha evidenziato le tendenze in atto nella legislazione degli ultimi dieci anni, già poste in luce dalla Plenaria nella sentenza n.6/2020, a costruire legittimazioni speciali in capo ad enti esponenziali, per la tutela di interessi collettivi dinanzi al giudice amministrativo.

I giudici, inoltre, hanno affermato i seguenti principi di diritto: (i) nei casi di impugnazione di un titolo autorizzatorio edilizio, ribadita la distinzione e l’autonomia tra la legittimazione e l’interesse al ricorso quali condizioni dell’azione, il giudice deve accertare la sussistenza di entrambi e, il criterio della vicinitas quale elemento di individuazione della legittimazione, non vale da solo ed in automatico a dimostrare la sussistenza dell’interesse al ricorso, il quale deve, invece, intendersi come lo specifico pregiudizio derivante dall’atto impugnato; (ii) quest’ultimo, che deve necessariamente sussistere, può comunque ricavarsi dall’insieme delle allegazioni racchiuse nel ricorso, suscettibili di essere comprovate dal ricorrente nel corso del processo, laddove il pregiudizio fosse posto in dubbio dalle controparti o rilevato d’ufficio dal giudicante, ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a; (iii) nelle cause in cui si lamenti l’illegittimità del titolo autorizzatorio edilizio per contrasto con le norme sulle distanze tra le costruzioni imposte da leggi, regolamenti o strumenti urbanistici, si ritiene che possa rilevare ai fini dell’accertamento dell’interesse al ricorso non solo la violazione della distanza legale con l’immobile confinante con quello del ricorrente, ma anche quella tra detto immobile e una terza costruzione. Questo, tutte le volte in cui da tale violazione possa discendere, con l’annullamento del titolo edilizio, un effetto di ripristino non meramente emulativo ma concretamente utile per il ricorrente.

L’Adunanza plenaria si pronuncia sull’interesse al ricorso e la legittimazione ad impugnare titoli edilizi altrui e sulle tendenze espansive in materia di legittimazione al ricorso

Cons. St., A.P., 9 dicembre 2021, n. 22

data: 18.12.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il Collegio ha evidenziato le tendenze in atto nella legislazione degli ultimi dieci anni, già poste in luce dalla Plenaria nella sentenza n.6/2020, a costruire legittimazioni speciali in capo ad enti esponenziali, per la tutela di interessi collettivi dinanzi al giudice amministrativo.

I giudici, inoltre, hanno affermato i seguenti principi di diritto: (i) nei casi di impugnazione di un titolo autorizzatorio edilizio, ribadita la distinzione e l’autonomia tra la legittimazione e l’interesse al ricorso quali condizioni dell’azione, il giudice deve accertare la sussistenza di entrambi e, il criterio della vicinitas quale elemento di individuazione della legittimazione, non vale da solo ed in automatico a dimostrare la sussistenza dell’interesse al ricorso, il quale deve, invece, intendersi come lo specifico pregiudizio derivante dall’atto impugnato; (ii) quest’ultimo, che deve necessariamente sussistere, può comunque ricavarsi dall’insieme delle allegazioni racchiuse nel ricorso, suscettibili di essere comprovate dal ricorrente nel corso del processo, laddove il pregiudizio fosse posto in dubbio dalle controparti o rilevato d’ufficio dal giudicante, ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a; (iii) nelle cause in cui si lamenti l’illegittimità del titolo autorizzatorio edilizio per contrasto con le norme sulle distanze tra le costruzioni imposte da leggi, regolamenti o strumenti urbanistici, si ritiene che possa rilevare ai fini dell’accertamento dell’interesse al ricorso non solo la violazione della distanza legale con l’immobile confinante con quello del ricorrente, ma anche quella tra detto immobile e una terza costruzione. Questo, tutte le volte in cui da tale violazione possa discendere, con l’annullamento del titolo edilizio, un effetto di ripristino non meramente emulativo ma concretamente utile per il ricorrente.