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La fissazione dei tetti di spesa sanitari e il premio per prestazioni rese extra budget

Cons. St., sez. III, 7 dicembre 2021, n. 8161

data: 18.12.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con il provvedimento in commento, Il Collegio si è espresso relativamente ai tetti di spesa per le strutture private accreditate per la specialistica ambulatoriale (ex art.25 della legge n.833/78).

La fissazione dei criteri di commisurazione dei tetti di spesa e la determinazione dei budget è estrinsecazione del potere, caratterizzato da ampia discrezionalità, della Regione, di determinare i meccanismi di attribuzione delle risorse disponibili, con l’intento di bilanciare molteplici interessi contrapposti anche di carattere costituzionale come quello volto ad assicurare prestazioni sanitarie adeguate agli assistiti o l’interesse pubblico al contenimento della spesa. Tale potere però è sempre sottoposto al vaglio del giudice amministrativo nel momento in cui emergono, dal medesimo provvedimento, elementi di manifesta illogicità, irragionevolezza ed erroneità imputabili alla pubblica amministrazione.

Il Collegio, nel ricorso in commento, ha ribadito che la Regione non può adoperare come criterio per la determinazione dei tetti di spesa, quello della media della produzione nel triennio precedente, che sia stata condizionata da precedenti delibere, successivamente annullate dal TAR, volte alla individuazione dei criteri di ripartizione del tetto di spesa. Nel caso di specie il Collegio ha ritenuto che i criteri fissati dalla Regione Basilicata fossero illogici e irrazionali in quanto la Regione ha premiato la produzione extra budget penalizzando le strutture che invece hanno rispettato il tetto di spesa assegnato, vincolo ineludibile per contenere la spesa pubblica.

La fissazione dei tetti di spesa sanitari e il premio per prestazioni rese extra budget

Cons. St., sez. III, 7 dicembre 2021, n. 8161

data: 18.12.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con il provvedimento in commento, Il Collegio si è espresso relativamente ai tetti di spesa per le strutture private accreditate per la specialistica ambulatoriale (ex art.25 della legge n.833/78).

La fissazione dei criteri di commisurazione dei tetti di spesa e la determinazione dei budget è estrinsecazione del potere, caratterizzato da ampia discrezionalità, della Regione, di determinare i meccanismi di attribuzione delle risorse disponibili, con l’intento di bilanciare molteplici interessi contrapposti anche di carattere costituzionale come quello volto ad assicurare prestazioni sanitarie adeguate agli assistiti o l’interesse pubblico al contenimento della spesa. Tale potere però è sempre sottoposto al vaglio del giudice amministrativo nel momento in cui emergono, dal medesimo provvedimento, elementi di manifesta illogicità, irragionevolezza ed erroneità imputabili alla pubblica amministrazione.

Il Collegio, nel ricorso in commento, ha ribadito che la Regione non può adoperare come criterio per la determinazione dei tetti di spesa, quello della media della produzione nel triennio precedente, che sia stata condizionata da precedenti delibere, successivamente annullate dal TAR, volte alla individuazione dei criteri di ripartizione del tetto di spesa. Nel caso di specie il Collegio ha ritenuto che i criteri fissati dalla Regione Basilicata fossero illogici e irrazionali in quanto la Regione ha premiato la produzione extra budget penalizzando le strutture che invece hanno rispettato il tetto di spesa assegnato, vincolo ineludibile per contenere la spesa pubblica.