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La sostanziale differenza tra la sopravvenuta carenza d’interesse e la cessazione della materia del contendere

Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Catania, Sez. I, 19 ottobre 2020, n. 2659

data: 23.10.2020
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Ricorda il TAR che la differenza tra la sopravvenuta carenza d’interesse e la cessazione della materia del contendere risiede nella diversa soddisfazione dell’interesse leso.

La sopravvenuta carenza di interesse può essere conseguenza anche di una valutazione esclusiva dello stesso soggetto, in relazione sia a sopravvenienze anche indipendenti dal comportamento della controparte sia al sopravvenire di un nuovo provvedimento che non soddisfa però integralmente il ricorrente, determinando una nuova valutazione dell’assetto del rapporto tra la p.a. e l’amministrato.

Al contrario, la cessazione della materia del contendere si determina quando l’operato successivo della parte pubblica si rivela integralmente satisfattivo dell’interesse azionato.

Il TAR richiama, a conforto, un recente arresto del Consiglio di Stato, che sul punto ha stabilito: “Tra i fatti sopravvenuti idonei a modificare l’assetto di fatto vi sono i provvedimenti adottati in autotutela, tra i quali si colloca la revoca, con una peculiarità: essi possono comportare la piena realizzazione dell’interesse del ricorre, e così dar luogo a cessazione della materia del contendere, ovvero, non condurre a tale piena realizzazione e pur tuttavia rendere inutile la pronuncia del giudice, dando luogo, così ad una carenza sopravvenuta di interesse” (Cons. St., Sez, V, n. 727/2020).

La sostanziale differenza tra la sopravvenuta carenza d’interesse e la cessazione della materia del contendere

Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Catania, Sez. I, 19 ottobre 2020, n. 2659

data: 23.10.2020
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Ricorda il TAR che la differenza tra la sopravvenuta carenza d’interesse e la cessazione della materia del contendere risiede nella diversa soddisfazione dell’interesse leso.

La sopravvenuta carenza di interesse può essere conseguenza anche di una valutazione esclusiva dello stesso soggetto, in relazione sia a sopravvenienze anche indipendenti dal comportamento della controparte sia al sopravvenire di un nuovo provvedimento che non soddisfa però integralmente il ricorrente, determinando una nuova valutazione dell’assetto del rapporto tra la p.a. e l’amministrato.

Al contrario, la cessazione della materia del contendere si determina quando l’operato successivo della parte pubblica si rivela integralmente satisfattivo dell’interesse azionato.

Il TAR richiama, a conforto, un recente arresto del Consiglio di Stato, che sul punto ha stabilito: “Tra i fatti sopravvenuti idonei a modificare l’assetto di fatto vi sono i provvedimenti adottati in autotutela, tra i quali si colloca la revoca, con una peculiarità: essi possono comportare la piena realizzazione dell’interesse del ricorre, e così dar luogo a cessazione della materia del contendere, ovvero, non condurre a tale piena realizzazione e pur tuttavia rendere inutile la pronuncia del giudice, dando luogo, così ad una carenza sopravvenuta di interesse” (Cons. St., Sez, V, n. 727/2020).