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La valutazione della Banca di Italia sui contratti posti in essere dagli intermediari finanziari

Cons. St., sez. VI, 30 novembre 2021, n. 7972

data: 10.12.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con il provvedimento in commento, il Consiglio di Stato ha ribadito che la valutazione amministrativa, svolta dalla Banca d’Italia per l’adozione del provvedimento di rigetto della domanda di iscrizione all’Albo degli Intermediari Finanziari, deve essere svolta con scrupolosità. Secondo il Collegio, infatti, la Banca d’Italia ha l’obbligo, nel momento in cui adotta provvedimenti lesivi, di valutare in modo preciso le modalità di svolgimento e la qualificazione giuridica di una particolare attività negoziale da parte degli intermediari nel rispetto della normativa civilistica. Secondo la giurisprudenza consolidatasi nel tempo, per individuare l’esatta classificazione del negozio giuridico, bisogna analizzare, in primo luogo, la causa del contratto intesa come la funzione economico-individuale dello stesso; una volta individuata la causa si può collocare il contratto nella sua categoria di appartenenza (così determinata dal Codice civile) o in assenza di una classificazione al livello codicistico, qualificarlo come contratto atipico.

Nel caso di specie, la Banca d’Italia aveva erroneamente qualificato come contratto di fideiussione (in base al decreto ministeriale n.29 del 2019, per il rilascio di garanzie ai soggetti privati, gli intermediari devono essere iscritti in un apposito elenco speciale), un’contratto di cessione del credito che può invero essere stipulato dagli intermediari finanziari iscritti nell’elenco generale.

La valutazione della Banca di Italia sui contratti posti in essere dagli intermediari finanziari

Cons. St., sez. VI, 30 novembre 2021, n. 7972

data: 10.12.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con il provvedimento in commento, il Consiglio di Stato ha ribadito che la valutazione amministrativa, svolta dalla Banca d’Italia per l’adozione del provvedimento di rigetto della domanda di iscrizione all’Albo degli Intermediari Finanziari, deve essere svolta con scrupolosità. Secondo il Collegio, infatti, la Banca d’Italia ha l’obbligo, nel momento in cui adotta provvedimenti lesivi, di valutare in modo preciso le modalità di svolgimento e la qualificazione giuridica di una particolare attività negoziale da parte degli intermediari nel rispetto della normativa civilistica. Secondo la giurisprudenza consolidatasi nel tempo, per individuare l’esatta classificazione del negozio giuridico, bisogna analizzare, in primo luogo, la causa del contratto intesa come la funzione economico-individuale dello stesso; una volta individuata la causa si può collocare il contratto nella sua categoria di appartenenza (così determinata dal Codice civile) o in assenza di una classificazione al livello codicistico, qualificarlo come contratto atipico.

Nel caso di specie, la Banca d’Italia aveva erroneamente qualificato come contratto di fideiussione (in base al decreto ministeriale n.29 del 2019, per il rilascio di garanzie ai soggetti privati, gli intermediari devono essere iscritti in un apposito elenco speciale), un’contratto di cessione del credito che può invero essere stipulato dagli intermediari finanziari iscritti nell’elenco generale.