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L’impatto della Brexit sull’ammissione degli operatori economici del Regno Unito alle procedure di affidamento di appalti pubblici

Tar Piemonte, Sez. II, 3 dicembre 2021 n. 1110

data: 14.01.2022
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con la sentenza in esame, il Tar Piemonte si è pronunciato sull’accesso delle imprese con sede legale nel Regno Unito alle procedure per l’affidamento di appalti pubblici e concessioni di valore inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria.

Il Collegio ha ricordato che l’accesso di tali imprese al mercato degli appalti escluso dall’ambito di applicazione del diritto dell’Unione europea non è vietato ma è solo “non garantito” e che, pertanto, va verificato caso per caso se tale opzione sia stata esercitata dalla stazione appaltante. Il Tar ha affermato che l’adesione del Regno Unito all’accordo dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) sugli appalti pubblici (APP) e l’accordo di cooperazione in materia di appalti pubblici tra Unione europea e Regno Unito riservano ai beni, ai servizi ed ai fornitori del Regno Unito un trattamento non meno favorevole di quello accordato dall’UE ai propri fornitori. Per quanto riguarda, invece, gli appalti non contemplati dai suddetti accordi, quali ad esempio quelli sotto-soglia, gli operatori economici del Regno Unito hanno lo stesso status di tutti gli altri operatori economici basati nei paesi terzi, con cui l’Unione europea non ha accordi che prevedano l’apertura del mercato degli appalti dell’Unione europea; l’accesso di tali imprese al mercato degli appalti escluso dall’ambito di applicazione del diritto UE, pertanto, non è vietato ma solo non garantito; va dunque analizzata la documentazione di gara per verificare se la stazione appaltante abbia adottato disposizioni escludenti.

L’impatto della Brexit sull’ammissione degli operatori economici del Regno Unito alle procedure di affidamento di appalti pubblici

Tar Piemonte, Sez. II, 3 dicembre 2021 n. 1110

data: 14.01.2022
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con la sentenza in esame, il Tar Piemonte si è pronunciato sull’accesso delle imprese con sede legale nel Regno Unito alle procedure per l’affidamento di appalti pubblici e concessioni di valore inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria.

Il Collegio ha ricordato che l’accesso di tali imprese al mercato degli appalti escluso dall’ambito di applicazione del diritto dell’Unione europea non è vietato ma è solo “non garantito” e che, pertanto, va verificato caso per caso se tale opzione sia stata esercitata dalla stazione appaltante. Il Tar ha affermato che l’adesione del Regno Unito all’accordo dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) sugli appalti pubblici (APP) e l’accordo di cooperazione in materia di appalti pubblici tra Unione europea e Regno Unito riservano ai beni, ai servizi ed ai fornitori del Regno Unito un trattamento non meno favorevole di quello accordato dall’UE ai propri fornitori. Per quanto riguarda, invece, gli appalti non contemplati dai suddetti accordi, quali ad esempio quelli sotto-soglia, gli operatori economici del Regno Unito hanno lo stesso status di tutti gli altri operatori economici basati nei paesi terzi, con cui l’Unione europea non ha accordi che prevedano l’apertura del mercato degli appalti dell’Unione europea; l’accesso di tali imprese al mercato degli appalti escluso dall’ambito di applicazione del diritto UE, pertanto, non è vietato ma solo non garantito; va dunque analizzata la documentazione di gara per verificare se la stazione appaltante abbia adottato disposizioni escludenti.