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Nulla osta paesaggistico

Consiglio di Stato, sez. VI, sent. 4 gennaio 2021 n. 117

data: 14.01.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

In sede di rilascio della concessione edilizia in sanatoria ex n. l. 724/94 per le opere ricadenti in zone sottoposte a vincolo, sussiste l’obbligo di acquisire il parere da parte dell’Autorità preposta alla tutela del vincolo a prescindere dall’epoca della sua introduzione e, dunque, anche per le opere eseguite anteriormente all’apposizione del vincolo.

L’eventuale annullamento del nulla osta paesaggistico comunale, da parte della Soprintendenza, è riferibile a qualsiasi vizio di legittimità riscontrato nella valutazione formulata in concreto dall’ente territoriale, ivi compreso l’eccesso di potere in ogni sua figura sintomatica. L’unico limite che la Soprintendenza incontra in tema di annullamento dell’autorizzazione paesaggistica è costituito dal divieto di effettuare un riesame complessivo delle valutazioni compiute dall’ente competente tale da consentire la sovrapposizione o sostituzione di una nuova valutazione di merito a quella compiuta in sede di rilascio dell’autorizzazione.

Il nulla osta paesaggistico, espressione dell’esercizio di valutazioni tecniche, deve contenere un’adeguata motivazione e deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’Amministrazione in relazione alle risultanze dell’istruttoria.

La motivazione può ritenersi adeguata quando contempla, con un sufficiente grado di dettaglio, la descrizione: I) dell’edificio, mediante indicazione delle dimensioni, delle forme, dei colori e dei materiali impiegati; II) del contesto paesaggistico in cui esso si colloca, anche tramite l’indicazione di eventuali ulteriori immobili esistenti, della loro posizione e dimensioni; III) del rapporto tra edificio e contesto, anche mediante l’indicazione dell’impatto visivo al fine di stabilire se esso si inserisca in maniera armonica nel paesaggio.

Nulla osta paesaggistico

Consiglio di Stato, sez. VI, sent. 4 gennaio 2021 n. 117

data: 14.01.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

In sede di rilascio della concessione edilizia in sanatoria ex n. l. 724/94 per le opere ricadenti in zone sottoposte a vincolo, sussiste l’obbligo di acquisire il parere da parte dell’Autorità preposta alla tutela del vincolo a prescindere dall’epoca della sua introduzione e, dunque, anche per le opere eseguite anteriormente all’apposizione del vincolo.

L’eventuale annullamento del nulla osta paesaggistico comunale, da parte della Soprintendenza, è riferibile a qualsiasi vizio di legittimità riscontrato nella valutazione formulata in concreto dall’ente territoriale, ivi compreso l’eccesso di potere in ogni sua figura sintomatica. L’unico limite che la Soprintendenza incontra in tema di annullamento dell’autorizzazione paesaggistica è costituito dal divieto di effettuare un riesame complessivo delle valutazioni compiute dall’ente competente tale da consentire la sovrapposizione o sostituzione di una nuova valutazione di merito a quella compiuta in sede di rilascio dell’autorizzazione.

Il nulla osta paesaggistico, espressione dell’esercizio di valutazioni tecniche, deve contenere un’adeguata motivazione e deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’Amministrazione in relazione alle risultanze dell’istruttoria.

La motivazione può ritenersi adeguata quando contempla, con un sufficiente grado di dettaglio, la descrizione: I) dell’edificio, mediante indicazione delle dimensioni, delle forme, dei colori e dei materiali impiegati; II) del contesto paesaggistico in cui esso si colloca, anche tramite l’indicazione di eventuali ulteriori immobili esistenti, della loro posizione e dimensioni; III) del rapporto tra edificio e contesto, anche mediante l’indicazione dell’impatto visivo al fine di stabilire se esso si inserisca in maniera armonica nel paesaggio.