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Potestà legislativa provinciale, atti generali e misure per la riduzione dei rifiuti

T.R.G.A. Trento, sent. 17 giugno 2022 n. 97

data: 24.06.2022
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Le previsioni di tutela ambientale ed il codice dei contratti pubblici sono norme fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica, le quali limitano la competenza primaria delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonome, impedendo loro di adottare una disciplina difforme.

Qualora esse si intreccino, data la loro funzione, con materie di competenza regionale o della Provincia autonoma, consentono all’ente locale di derogare solo in melius rispetto agli standard di tutela da esse previsti.

I “regolamenti di volizione-azione” sono atti contenenti previsioni immediatamente applicabili e producono un immediato effetto lesivo nella sfera giuridica dei destinatari, con la conseguenza che sono immediatamente impugnabili, senza necessità di un atto attuativo che ne renda evidente e concreto il contenuto afflittivo.

In tale contesto, la deliberazione della Giunta provinciale che ha adottato un programma di interventi finalizzato alla graduale riduzione dell’utilizzo dei prodotti monouso e dei rifiuti, è un provvedimento a carattere generale e astratto immediatamente impugnabile in quanto immediatamente lesivo delle posizioni giuridiche soggettive dei destinatari.

Una siffatta deliberazione non invade la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza nella parte in cui introduce specifiche misure ambientali che devono essere adottate dagli eventi organizzati o finanziati dalla Provincia autonoma ovvero dagli imprenditori privati i quali intendano ottenere per le loro attività i marchi di eco certificazione.

La stessa deliberazione è, invece, illegittima, per invasione delle competenze statali nella parte in cui introduce specifiche misure ambientali in materia di affidamento di servizi di ristoro mediante procedure di gara indette dagli enti pubblici provinciali, dagli enti strumentali e dalle società partecipate, in quanto l’introduzione di tali misure spetta esclusivamente allo Stato, trattandosi di procedere ad un bilanciamento uniforme, su tutto il territorio nazionale, dei contrapposti interessi della tutela ambientale e della concorrenza, entrambi attinenti a materie sottratte alla competenza legislativa e amministrativa provinciale.

Potestà legislativa provinciale, atti generali e misure per la riduzione dei rifiuti

T.R.G.A. Trento, sent. 17 giugno 2022 n. 97

data: 24.06.2022
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Le previsioni di tutela ambientale ed il codice dei contratti pubblici sono norme fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica, le quali limitano la competenza primaria delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonome, impedendo loro di adottare una disciplina difforme.

Qualora esse si intreccino, data la loro funzione, con materie di competenza regionale o della Provincia autonoma, consentono all’ente locale di derogare solo in melius rispetto agli standard di tutela da esse previsti.

I “regolamenti di volizione-azione” sono atti contenenti previsioni immediatamente applicabili e producono un immediato effetto lesivo nella sfera giuridica dei destinatari, con la conseguenza che sono immediatamente impugnabili, senza necessità di un atto attuativo che ne renda evidente e concreto il contenuto afflittivo.

In tale contesto, la deliberazione della Giunta provinciale che ha adottato un programma di interventi finalizzato alla graduale riduzione dell’utilizzo dei prodotti monouso e dei rifiuti, è un provvedimento a carattere generale e astratto immediatamente impugnabile in quanto immediatamente lesivo delle posizioni giuridiche soggettive dei destinatari.

Una siffatta deliberazione non invade la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza nella parte in cui introduce specifiche misure ambientali che devono essere adottate dagli eventi organizzati o finanziati dalla Provincia autonoma ovvero dagli imprenditori privati i quali intendano ottenere per le loro attività i marchi di eco certificazione.

La stessa deliberazione è, invece, illegittima, per invasione delle competenze statali nella parte in cui introduce specifiche misure ambientali in materia di affidamento di servizi di ristoro mediante procedure di gara indette dagli enti pubblici provinciali, dagli enti strumentali e dalle società partecipate, in quanto l’introduzione di tali misure spetta esclusivamente allo Stato, trattandosi di procedere ad un bilanciamento uniforme, su tutto il territorio nazionale, dei contrapposti interessi della tutela ambientale e della concorrenza, entrambi attinenti a materie sottratte alla competenza legislativa e amministrativa provinciale.