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Produzione di rifiuti non speciali in area portuale

Tar Veneto, sez. III, sentenza 20 novembre 2020, n. 1101

data: 04.12.2020
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

In area portuale le uniche aree non assoggettabili alla tassa sui rifiuti sono quelle che non possono produrne, in ragione della loro natura, del particolare uso cui sono stabilmente destinati o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell’anno, sempre che queste circostanze siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione.

La legge prevede, dunque, una presunzione relativa di produzione dei rifiuti che ammette la prova contraria.

Tale principio vale anche con riferimento alle superfici che producono rifiuti speciali.

In tal senso, fermo restando che è scarsamente plausibile anche solo in termini astratti che un’area come quella portuale non possa produrre altro che rifiuti speciali, è onere del contribuente dimostrare, in modo puntuale e concreto, tale circostanza.

​​​​​​​Laddove si intenda contestare a monte la previsione generale e astratta che assoggetta l’area portuale alla TARI, l’onere della prova deve intendersi particolarmente rigoroso. Grava, quindi, sul soggetto interessato, l’onere di dimostrare l’assoluta impossibilità che sull’intera area di riferimento non si producano, se non in modeste quantità, rifiuti urbani ordinari o assimilati.

Produzione di rifiuti non speciali in area portuale

Tar Veneto, sez. III, sentenza 20 novembre 2020, n. 1101

data: 04.12.2020
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

In area portuale le uniche aree non assoggettabili alla tassa sui rifiuti sono quelle che non possono produrne, in ragione della loro natura, del particolare uso cui sono stabilmente destinati o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell’anno, sempre che queste circostanze siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione.

La legge prevede, dunque, una presunzione relativa di produzione dei rifiuti che ammette la prova contraria.

Tale principio vale anche con riferimento alle superfici che producono rifiuti speciali.

In tal senso, fermo restando che è scarsamente plausibile anche solo in termini astratti che un’area come quella portuale non possa produrre altro che rifiuti speciali, è onere del contribuente dimostrare, in modo puntuale e concreto, tale circostanza.

​​​​​​​Laddove si intenda contestare a monte la previsione generale e astratta che assoggetta l’area portuale alla TARI, l’onere della prova deve intendersi particolarmente rigoroso. Grava, quindi, sul soggetto interessato, l’onere di dimostrare l’assoluta impossibilità che sull’intera area di riferimento non si producano, se non in modeste quantità, rifiuti urbani ordinari o assimilati.