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Proposizione del ricorso in materia di accesso prima dello spirare del termine per la formazione del silenzio-diniego

Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Napoli, Sez. VI, 13 ottobre 2020, n. 4479

data: 16.10.2020
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Non può ritenersi intempestivo il ricorso per l’accesso agli atti promosso qualche giorno prima del decorso del termine per la formazione del silenzio-diniego, anche in ragione del comportamento inerte tenuto dall’amministrazione successivamente allo spirare del termine.

La giurisprudenza ha chiarito che formazione del silenzio sulla istanza di accesso non integra un presupposto processuale (che deve quindi necessariamente preesistere alla proposizione della domanda pena l’inammissibilità) ma una condizione dell’azione che può sopravvenire in corso di causa e deve necessariamente sussistere solo al momento della decisione (ex multis, Consiglio di Stato, sez. VI, 5 giugno 2001, n. 3024; Tar Campania, Napoli, sez. VI, 24 febbraio 2020, n. 840).

Nel caso esaminato dal TAR, sebbene il ricorso sia stato proposto nella pendenza del termine per provvedere (prorogato ex lege in ragione dell’emergenza sanitaria fino al 15 maggio), l’amministrazione, che conserva il potere di provvedere anche dopo il decorso del termine di trenta giorni dalla proposizione della istanza, ha mantenuto un contegno inerte inequivocabilmente significativo del rigetto dell’istanza ostensiva, anche successivamente allo spirare di tale termine.

Vale, dunque, la regola generale dell’economia dei mezzi processuali e dell’effettività della tutela giurisdizionale per cui, a fronte della proposizione di una domanda di giustizia, il giudice deve valutare la fondatezza della domanda al momento in cui egli assume la sua decisione.

Proposizione del ricorso in materia di accesso prima dello spirare del termine per la formazione del silenzio-diniego

Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Napoli, Sez. VI, 13 ottobre 2020, n. 4479

data: 16.10.2020
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Non può ritenersi intempestivo il ricorso per l’accesso agli atti promosso qualche giorno prima del decorso del termine per la formazione del silenzio-diniego, anche in ragione del comportamento inerte tenuto dall’amministrazione successivamente allo spirare del termine.

La giurisprudenza ha chiarito che formazione del silenzio sulla istanza di accesso non integra un presupposto processuale (che deve quindi necessariamente preesistere alla proposizione della domanda pena l’inammissibilità) ma una condizione dell’azione che può sopravvenire in corso di causa e deve necessariamente sussistere solo al momento della decisione (ex multis, Consiglio di Stato, sez. VI, 5 giugno 2001, n. 3024; Tar Campania, Napoli, sez. VI, 24 febbraio 2020, n. 840).

Nel caso esaminato dal TAR, sebbene il ricorso sia stato proposto nella pendenza del termine per provvedere (prorogato ex lege in ragione dell’emergenza sanitaria fino al 15 maggio), l’amministrazione, che conserva il potere di provvedere anche dopo il decorso del termine di trenta giorni dalla proposizione della istanza, ha mantenuto un contegno inerte inequivocabilmente significativo del rigetto dell’istanza ostensiva, anche successivamente allo spirare di tale termine.

Vale, dunque, la regola generale dell’economia dei mezzi processuali e dell’effettività della tutela giurisdizionale per cui, a fronte della proposizione di una domanda di giustizia, il giudice deve valutare la fondatezza della domanda al momento in cui egli assume la sua decisione.