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Sui limiti del diritto di accesso agli atti relativi alla fase esecutiva di un contratto di appalto

CONSIGLIO DI STATO, sentenza 18 maggio 2021 n. 3842

data: 21.05.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il Consiglio di Stato torna a delimitare i limiti del diritto d’accesso agli atti della fase esecutiva di un contratto di appalto a seguito della pronuncia dell’Adunanza Plenaria 10/2020 che – almeno astrattamente – ha riconosciuto tale diritto. Come chiarito dalla stessa Adunanza Plenaria, infatti, non è discutibile che possa essere ravvisabile un interesse concreto e attuale, ai sensi dell’art. 22, l. n. 241 del 1990 e dell’art. 53 del codice degli appalti e una conseguente legittimazione ad avere accesso agli atti della fase esecutiva di un contratto pubblico da parte di un concorrente alla gara, in relazione a vicende che potrebbero condurre alla risoluzione per inadempimento dell’aggiudicatario e quindi allo scorrimento della graduatoria o alla riedizione della gara; tuttavia, nel pieno rispetto del dettato normativo, l’interesse deve essere attuale, concreto e collegato ad atti determinati e sicuramente rilevanti per la tutela di una situazione giuridica.

Sui limiti del diritto di accesso agli atti relativi alla fase esecutiva di un contratto di appalto

CONSIGLIO DI STATO, sentenza 18 maggio 2021 n. 3842

data: 21.05.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il Consiglio di Stato torna a delimitare i limiti del diritto d’accesso agli atti della fase esecutiva di un contratto di appalto a seguito della pronuncia dell’Adunanza Plenaria 10/2020 che – almeno astrattamente – ha riconosciuto tale diritto. Come chiarito dalla stessa Adunanza Plenaria, infatti, non è discutibile che possa essere ravvisabile un interesse concreto e attuale, ai sensi dell’art. 22, l. n. 241 del 1990 e dell’art. 53 del codice degli appalti e una conseguente legittimazione ad avere accesso agli atti della fase esecutiva di un contratto pubblico da parte di un concorrente alla gara, in relazione a vicende che potrebbero condurre alla risoluzione per inadempimento dell’aggiudicatario e quindi allo scorrimento della graduatoria o alla riedizione della gara; tuttavia, nel pieno rispetto del dettato normativo, l’interesse deve essere attuale, concreto e collegato ad atti determinati e sicuramente rilevanti per la tutela di una situazione giuridica.