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Sul possesso in via continuativa dei requisiti di ordine generale e sulla valutazione secondo il principio del tempus regit actum della legittimità del provvedimento di esclusione

TAR Lazio, Sez. II-ter, 15 novembre 2021, n. 11792

data: 26.11.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con la sentenza in esame, il TAR per il Lazio ha ribadito il principio di continuità dei requisiti in materia di partecipazione ad una procedura d’appalto o concessione, codificato dall’art. 80 comma 6 d.lgs. n. 50/2016 e recepito dal costante orientamento giurisprudenziale, in base al quale il partecipante alla gara deve essere in possesso dei requisiti di ordine generale sin dal momento della presentazione della domanda, e in via continuativa, fino alla stipula del contratto di appalto.

Nella fattispecie, infatti, per effetto di un provvedimento sanzionatorio dell’ANAC, la ricorrente ha perso nel corso della procedura, allorché il provvedimento di aggiudicazione non era ancora intervenuto, un requisito di ordine generale, determinandosi, in tal modo, la sua esclusione dalla gara.

Inoltre, con la sentenza in oggetto, il Collegio ha sottolineato che la legittimità del provvedimento di esclusione deve essere valutata secondo il principio del tempus regit actum, ossia con riferimento al quadro giuridico e fattuale esistente al momento della sua adozione. Invero, nel caso in cui quest’ultimo, legittimo nel momento in cui è stato emanato, dovesse essere travolto da un provvedimento giurisdizionale successivo, inibitorio dell’efficacia dell’atto assunto a fondamento dell’esclusione stessa, si determinerebbe il pregiudizio della speditezza e della certezza della procedura di affidamento.

Sul possesso in via continuativa dei requisiti di ordine generale e sulla valutazione secondo il principio del tempus regit actum della legittimità del provvedimento di esclusione

TAR Lazio, Sez. II-ter, 15 novembre 2021, n. 11792

data: 26.11.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con la sentenza in esame, il TAR per il Lazio ha ribadito il principio di continuità dei requisiti in materia di partecipazione ad una procedura d’appalto o concessione, codificato dall’art. 80 comma 6 d.lgs. n. 50/2016 e recepito dal costante orientamento giurisprudenziale, in base al quale il partecipante alla gara deve essere in possesso dei requisiti di ordine generale sin dal momento della presentazione della domanda, e in via continuativa, fino alla stipula del contratto di appalto.

Nella fattispecie, infatti, per effetto di un provvedimento sanzionatorio dell’ANAC, la ricorrente ha perso nel corso della procedura, allorché il provvedimento di aggiudicazione non era ancora intervenuto, un requisito di ordine generale, determinandosi, in tal modo, la sua esclusione dalla gara.

Inoltre, con la sentenza in oggetto, il Collegio ha sottolineato che la legittimità del provvedimento di esclusione deve essere valutata secondo il principio del tempus regit actum, ossia con riferimento al quadro giuridico e fattuale esistente al momento della sua adozione. Invero, nel caso in cui quest’ultimo, legittimo nel momento in cui è stato emanato, dovesse essere travolto da un provvedimento giurisdizionale successivo, inibitorio dell’efficacia dell’atto assunto a fondamento dell’esclusione stessa, si determinerebbe il pregiudizio della speditezza e della certezza della procedura di affidamento.