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Sul risarcimento del danno da occupazione illegittima

Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, sentenza 9 aprile 2021, n. 6

data: 16.04.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con il provvedimento in commento, l’Adunanza plenaria ha esaminato la tematica relativa alle azioni eventualmente esperibili in caso di occupazione illegittima a fronte del giudicato civile di rigetto della domanda di risarcimento del danno per l’equivalente del valore di mercato del bene illegittimamente occupato dalla P.A. formatosi sulla sentenza irrevocabile di accertamento della fattispecie della c.d. “occupazione acquisitiva”.

In particolare, il Collegio ha chiarito che, nel caso descritto, deve ritenersi precluso alle parti e ai loro eredi o aventi causa il successivo esercizio, in relazione al medesimo bene, sia dell’azione di risarcimento in forma specifica (mediante restituzione del bene previa rimessione in pristino), sia dell’azione di rivendicazione, sia dell’azione avverso il silenzio serbato dall’Amministrazione sull’istanza di provvedere ai sensi dell’art. 42-bis, d.P.R. n. 380/2001.

L’Alto consesso ha peraltro precisato che, ai fini della produzione di tale effetto preclusivo, non è necessario che la sentenza passata in giudicato contenga un’espressa statuizione sul trasferimento del bene in favore della P.A., essendo a tal fine sufficiente che, sulla base di un’interpretazione logico-sistematica della sentenza, si possa ravvisare un accertamento, anche implicito, della fattispecie della “occupazione acquisitiva” e dei relativi effetti, purché si tratti di accertamento effettivo e costituente un antecedente logico della statuizione finale di rigetto.

Sul risarcimento del danno da occupazione illegittima

Consiglio di Stato, Adunanza plenaria, sentenza 9 aprile 2021, n. 6

data: 16.04.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con il provvedimento in commento, l’Adunanza plenaria ha esaminato la tematica relativa alle azioni eventualmente esperibili in caso di occupazione illegittima a fronte del giudicato civile di rigetto della domanda di risarcimento del danno per l’equivalente del valore di mercato del bene illegittimamente occupato dalla P.A. formatosi sulla sentenza irrevocabile di accertamento della fattispecie della c.d. “occupazione acquisitiva”.

In particolare, il Collegio ha chiarito che, nel caso descritto, deve ritenersi precluso alle parti e ai loro eredi o aventi causa il successivo esercizio, in relazione al medesimo bene, sia dell’azione di risarcimento in forma specifica (mediante restituzione del bene previa rimessione in pristino), sia dell’azione di rivendicazione, sia dell’azione avverso il silenzio serbato dall’Amministrazione sull’istanza di provvedere ai sensi dell’art. 42-bis, d.P.R. n. 380/2001.

L’Alto consesso ha peraltro precisato che, ai fini della produzione di tale effetto preclusivo, non è necessario che la sentenza passata in giudicato contenga un’espressa statuizione sul trasferimento del bene in favore della P.A., essendo a tal fine sufficiente che, sulla base di un’interpretazione logico-sistematica della sentenza, si possa ravvisare un accertamento, anche implicito, della fattispecie della “occupazione acquisitiva” e dei relativi effetti, purché si tratti di accertamento effettivo e costituente un antecedente logico della statuizione finale di rigetto.