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Sul tema del dies a quo del termine previsto dall’art. 120, co. 5, Codice del processo amministrativo

TAR Umbria, Sez. I, 19 ottobre 2021, n. 736

data: 05.11.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con la sentenza in oggetto, il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Umbria riepiloga i principi sanciti dalla giurisprudenza successiva all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 12/2020, in tema di dies a quo del termine previsto dall’art. 120, co. 5, cod. proc. amm. per l’impugnazione dei provvedimenti di aggiudicazione. Essa, in particolare, ha chiarito che ai fini del computo del termine a disposizione per ricorrere avverso gli atti oggetto di ostensione documentale va tenuto conto sia dei ritardi della stazione appaltante, sia del comportamento eventualmente inerte dell’operatore economico.

Pertanto, i giorni impiegati dalla PA per consentire l’accesso agli atti non saranno a carico del privato che, viceversa, sarà gravato del tempo intercorso tra la comunicazione di aggiudicazione e la domanda di accesso, atteso che l’inerzia dell’impresa istante non può rappresentare un mezzo a sua disposizione per dilatare ad libitum i termini di legge. Così, l’integrale termine di 30 giorni per formulare censure derivanti dalla presa visione della documentazione è a disposizione dell’impresa che presenta immediatamente istanza di accesso, decorrente dal momento in cui riceve il riscontro della Stazione appaltante.

Sul tema del dies a quo del termine previsto dall’art. 120, co. 5, Codice del processo amministrativo

TAR Umbria, Sez. I, 19 ottobre 2021, n. 736

data: 05.11.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con la sentenza in oggetto, il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Umbria riepiloga i principi sanciti dalla giurisprudenza successiva all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 12/2020, in tema di dies a quo del termine previsto dall’art. 120, co. 5, cod. proc. amm. per l’impugnazione dei provvedimenti di aggiudicazione. Essa, in particolare, ha chiarito che ai fini del computo del termine a disposizione per ricorrere avverso gli atti oggetto di ostensione documentale va tenuto conto sia dei ritardi della stazione appaltante, sia del comportamento eventualmente inerte dell’operatore economico.

Pertanto, i giorni impiegati dalla PA per consentire l’accesso agli atti non saranno a carico del privato che, viceversa, sarà gravato del tempo intercorso tra la comunicazione di aggiudicazione e la domanda di accesso, atteso che l’inerzia dell’impresa istante non può rappresentare un mezzo a sua disposizione per dilatare ad libitum i termini di legge. Così, l’integrale termine di 30 giorni per formulare censure derivanti dalla presa visione della documentazione è a disposizione dell’impresa che presenta immediatamente istanza di accesso, decorrente dal momento in cui riceve il riscontro della Stazione appaltante.