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Sulla ammissibilità dell’avvalimento per dimostrare il possesso della certificazione di qualità

CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V – sentenza 13 settembre 2021 n. 6271

data: 24.09.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il Consiglio di Stato ha avuto modo tornare sull’annosa questione circa la ammissibilità dell’avvalimento delle certificazioni di qualità all’interno dell’RTI. In particolare, il supremo consesso di Giustizia Amministrativa ha osservato che nel caso in cui il bando di gara per l’affidamento di un appalto di lavori, prescriva espressamente che, ai fini della partecipazione alla gara, ciascun concorrente deve essere in possesso della certificazione di qualità, e che, in caso di raggruppamento temporaneo di imprese, il possesso di tale certificazione, deve sussistere in capo a tutte le imprese partecipanti al raggruppamento, senza distinguere tra categorie di lavori, deve escludersi che una impresa possa avvalersi, ex art. 89 del codice dei contratti pubblici, della certificazione di qualità di una impresa facente parte del medesimo raggruppamento (c.d. avvalimento interno); infatti, se il requisito viene fatto oggetto di avvalimento interno al raggruppamento, l’impresa ausiliaria (nel caso di specie la mandataria) se ne priva a favore dell’impresa ausiliata (nel caso di specie la mandante), con la conseguenza che il requisito richiesto dalla lex specialis viene a mancare per almeno una delle imprese raggruppate, essendo il certificato di qualità documento unitario, non frazionabile e non utilizzabile contemporaneamente dai due operatori economici. In sintesi, il medesimo certificato di qualità non può essere “speso” contemporaneamente dalla mandataria e dalla mandante.

Sulla ammissibilità dell’avvalimento per dimostrare il possesso della certificazione di qualità

CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V – sentenza 13 settembre 2021 n. 6271

data: 24.09.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il Consiglio di Stato ha avuto modo tornare sull’annosa questione circa la ammissibilità dell’avvalimento delle certificazioni di qualità all’interno dell’RTI. In particolare, il supremo consesso di Giustizia Amministrativa ha osservato che nel caso in cui il bando di gara per l’affidamento di un appalto di lavori, prescriva espressamente che, ai fini della partecipazione alla gara, ciascun concorrente deve essere in possesso della certificazione di qualità, e che, in caso di raggruppamento temporaneo di imprese, il possesso di tale certificazione, deve sussistere in capo a tutte le imprese partecipanti al raggruppamento, senza distinguere tra categorie di lavori, deve escludersi che una impresa possa avvalersi, ex art. 89 del codice dei contratti pubblici, della certificazione di qualità di una impresa facente parte del medesimo raggruppamento (c.d. avvalimento interno); infatti, se il requisito viene fatto oggetto di avvalimento interno al raggruppamento, l’impresa ausiliaria (nel caso di specie la mandataria) se ne priva a favore dell’impresa ausiliata (nel caso di specie la mandante), con la conseguenza che il requisito richiesto dalla lex specialis viene a mancare per almeno una delle imprese raggruppate, essendo il certificato di qualità documento unitario, non frazionabile e non utilizzabile contemporaneamente dai due operatori economici. In sintesi, il medesimo certificato di qualità non può essere “speso” contemporaneamente dalla mandataria e dalla mandante.