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Sulla giurisdizione del giudice ordinario negli incarichi dirigenziali conferiti dalla P.A.

TAR SARDEGNA, SEZ. I – sentenza 8 settembre 2020 n. 483

data: 11.09.2020
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna ha ritenuto sussistente la giurisdizione del giudice ordinario, e non quella del giudice amministrativo, in una controversia avente ad oggetto l’impugnazione in s.g. del provvedimento con il quale un’Azienda sanitaria aveva preso atto della rinuncia effettuata dall’interessato all’incarico di dirigente a tempo indeterminato nonostante il soggetto affidatario dell’incarico avesse successivamente revocato la propria rinuncia. A dire del Collegio sardo, infatti, nell’ambito del c.d. pubblico impiego privatizzato, una volta esaurita la selezione concorsuale prodromica all’assunzione attraverso l’approvazione della graduatoria finale, si esaurisce l’ambito riservato al procedimento amministrativo e all’attività autoritativa dell’amministrazione, subentrando una fase in cui i comportamenti di quest’ultima sono riconducibili al potere privatistico del datore di lavoro, da valutarsi conseguentemente alla stregua dei principi civilistici in ordine all’inadempimento delle obbligazioni, tra i quali i canoni generali della correttezza e della buona fede.

Sulla giurisdizione del giudice ordinario negli incarichi dirigenziali conferiti dalla P.A.

TAR SARDEGNA, SEZ. I – sentenza 8 settembre 2020 n. 483

data: 11.09.2020
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna ha ritenuto sussistente la giurisdizione del giudice ordinario, e non quella del giudice amministrativo, in una controversia avente ad oggetto l’impugnazione in s.g. del provvedimento con il quale un’Azienda sanitaria aveva preso atto della rinuncia effettuata dall’interessato all’incarico di dirigente a tempo indeterminato nonostante il soggetto affidatario dell’incarico avesse successivamente revocato la propria rinuncia. A dire del Collegio sardo, infatti, nell’ambito del c.d. pubblico impiego privatizzato, una volta esaurita la selezione concorsuale prodromica all’assunzione attraverso l’approvazione della graduatoria finale, si esaurisce l’ambito riservato al procedimento amministrativo e all’attività autoritativa dell’amministrazione, subentrando una fase in cui i comportamenti di quest’ultima sono riconducibili al potere privatistico del datore di lavoro, da valutarsi conseguentemente alla stregua dei principi civilistici in ordine all’inadempimento delle obbligazioni, tra i quali i canoni generali della correttezza e della buona fede.