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Sulla legittimazione ad agire degli ordini professionali e sull’istituto dell’equo compenso

Tar Napoli, sez. I, 18 febbraio 2022, n. 1114

data: 27.02.2022
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con la sentenza in esame, il Collegio ha ricordato la costante giurisprudenza che afferma la legittimazione ad agire degli ordini professionali, per la tutela di posizioni soggettive proprie o di interessi unitari della collettività da loro istituzionalmente espressa. Inoltre, nel caso di ordini professionali individuati su base territoriale, la legittimazione va ricondotta all’ambito territoriale nel quale il provvedimento impugnato è destinato a produrre effetti.

Il Tar ha ribadito poi che il compenso, ai sensi dell’art. 13-bis della legge n.247 del 2012, si considera equo se proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione. A tal fine, è prevista la vessatorietà e la nullità delle clausole contenute nelle convenzioni di cui all’art. 13, co. 1, l. n.247/2012, le quali rechino un significativo squilibrio contrattuale a carico del professionista. L’ordinamento, infine, estende l’obbligo di applicare la disciplina dell’equo compenso anche alle pubbliche amministrazioni, per garantire protezione al professionista nei casi in cui l’amministrazione definisca unilateralmente la misura del compenso e lo imponga al professionista senza alcun margine di contrattazione.

Sulla legittimazione ad agire degli ordini professionali e sull’istituto dell’equo compenso

Tar Napoli, sez. I, 18 febbraio 2022, n. 1114

data: 27.02.2022
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con la sentenza in esame, il Collegio ha ricordato la costante giurisprudenza che afferma la legittimazione ad agire degli ordini professionali, per la tutela di posizioni soggettive proprie o di interessi unitari della collettività da loro istituzionalmente espressa. Inoltre, nel caso di ordini professionali individuati su base territoriale, la legittimazione va ricondotta all’ambito territoriale nel quale il provvedimento impugnato è destinato a produrre effetti.

Il Tar ha ribadito poi che il compenso, ai sensi dell’art. 13-bis della legge n.247 del 2012, si considera equo se proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione. A tal fine, è prevista la vessatorietà e la nullità delle clausole contenute nelle convenzioni di cui all’art. 13, co. 1, l. n.247/2012, le quali rechino un significativo squilibrio contrattuale a carico del professionista. L’ordinamento, infine, estende l’obbligo di applicare la disciplina dell’equo compenso anche alle pubbliche amministrazioni, per garantire protezione al professionista nei casi in cui l’amministrazione definisca unilateralmente la misura del compenso e lo imponga al professionista senza alcun margine di contrattazione.