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Sulla motivazione del provvedimento di esclusione nelle ipotesi contemplate alla lett. c), co.5, art. 80 del d.lgs. 50/2016 e sulla rilevanza temporale dell’obbligo dichiarativo delle condanne non automaticamente escludenti

Tar Piemonte, sez. I, 2 dicembre 2021, n. 1108

data: 10.12.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il Tar Piemonte, con la sentenza in esame, ha ribadito che possono inquadrarsi tra le ipotesi contemplate alla lett. c), co.5 dell’art. 80, le omissioni di informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione, le quali non determinano l’automatismo espulsivo proprio dell’ipotesi residuale del falso dichiarativo di cui alla lett. f-bis), ma rimettono alla stazione appaltante la valutazione sull’integrità ed affidabilità dell’operatore economico alla luce della circostanza omessa. L’ampia discrezionalità riconosciuta alla stazione appaltante in termini di individuazione delle condotte integranti gravi illeciti professionali trova, poi, un limite nella motivazione del provvedimento in cui dovrà essere dato adeguato conto dell’iter logico-giuridico seguito, presupponendo la valutazione degli eventuali chiarimenti forniti e delle misure di self-cleaning adottate, così da non determinare l’indebito automatismo espulsivo.

Il Collegio, inoltre, ritiene che agli illeciti professionali contrattuali e alle condanne superiori ai tre anni sia applicabile il termine temporale di rilevanza di tre anni di cui al comma 10-bis, mentre laddove la durata della condanna sia inferiore ai tre anni si dovrà applicare il criterio del primo periodo del citato comma 10-bis, che impone una esclusione pari alla durata della pena dal passaggio in giudicato della sentenza.

Sulla motivazione del provvedimento di esclusione nelle ipotesi contemplate alla lett. c), co.5, art. 80 del d.lgs. 50/2016 e sulla rilevanza temporale dell’obbligo dichiarativo delle condanne non automaticamente escludenti

Tar Piemonte, sez. I, 2 dicembre 2021, n. 1108

data: 10.12.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il Tar Piemonte, con la sentenza in esame, ha ribadito che possono inquadrarsi tra le ipotesi contemplate alla lett. c), co.5 dell’art. 80, le omissioni di informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione, le quali non determinano l’automatismo espulsivo proprio dell’ipotesi residuale del falso dichiarativo di cui alla lett. f-bis), ma rimettono alla stazione appaltante la valutazione sull’integrità ed affidabilità dell’operatore economico alla luce della circostanza omessa. L’ampia discrezionalità riconosciuta alla stazione appaltante in termini di individuazione delle condotte integranti gravi illeciti professionali trova, poi, un limite nella motivazione del provvedimento in cui dovrà essere dato adeguato conto dell’iter logico-giuridico seguito, presupponendo la valutazione degli eventuali chiarimenti forniti e delle misure di self-cleaning adottate, così da non determinare l’indebito automatismo espulsivo.

Il Collegio, inoltre, ritiene che agli illeciti professionali contrattuali e alle condanne superiori ai tre anni sia applicabile il termine temporale di rilevanza di tre anni di cui al comma 10-bis, mentre laddove la durata della condanna sia inferiore ai tre anni si dovrà applicare il criterio del primo periodo del citato comma 10-bis, che impone una esclusione pari alla durata della pena dal passaggio in giudicato della sentenza.