INTRANET
Copyright 2020 - Quorum Studio Legale e Tributario Associato - Credits

Sulla nomina di Direttori generali di Aziende ospedaliere: istruttoria e onere motivazionale in capo al Presidente della Giunta regionale

Consiglio di Stato, Sezione III, sentenza 15 febbraio 2021, n. 1327

data: 18.02.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con il provvedimento in commento, il Consiglio di Stato ha chiarito la portata dell’art. 2, d.lgs. n. 171/2016 e, segnatamente, le modalità di individuazione, nell’ambito della rosa di idonei proposta al Presidente della Regione dall’apposita Commissione di esperti, del candidato da designare.

La Sezione ha infatti ritenuto illegittimo il provvedimento con il quale la Giunta regionale ha nominato il Direttore generale motivando la scelta tra i candidati ritenuti idonei dalla Commissione facendo esclusivo riferimento al fatto che questo ultimo «presenta requisiti maggiormente coerenti con le caratteristiche dell’incarico da attribuire», così ripetendo, in modo tautologico, quanto previsto dalla disposizione normativa senza alcun sostanziale apporto motivazionale.

In particolare, il Collegio ha ribadito quanto affermato dal Consiglio medesimo in sede consultiva (Cons. St., Comm. spec., parere 05.5.2016, n. 1113), relativamente alla necessità che l’atto di alta amministrazione, ampiamente discrezionale, col quale si designa il Direttore generale deve comunque sottostare a precise garanzie volte a scongiurare il rischio di una «sostanziale arbitrarietà» della scelta, precisando l’assoggettamento di tale atto ad un onere motivazionale che, seppur “minimo”, deve tuttavia rendere intellegibili le ragioni per le quali, nell’interesse pubblico, si è optato per l’uno o per l’altro candidato incluso nella rosa di idonei.

Sulla nomina di Direttori generali di Aziende ospedaliere: istruttoria e onere motivazionale in capo al Presidente della Giunta regionale

Consiglio di Stato, Sezione III, sentenza 15 febbraio 2021, n. 1327

data: 18.02.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con il provvedimento in commento, il Consiglio di Stato ha chiarito la portata dell’art. 2, d.lgs. n. 171/2016 e, segnatamente, le modalità di individuazione, nell’ambito della rosa di idonei proposta al Presidente della Regione dall’apposita Commissione di esperti, del candidato da designare.

La Sezione ha infatti ritenuto illegittimo il provvedimento con il quale la Giunta regionale ha nominato il Direttore generale motivando la scelta tra i candidati ritenuti idonei dalla Commissione facendo esclusivo riferimento al fatto che questo ultimo «presenta requisiti maggiormente coerenti con le caratteristiche dell’incarico da attribuire», così ripetendo, in modo tautologico, quanto previsto dalla disposizione normativa senza alcun sostanziale apporto motivazionale.

In particolare, il Collegio ha ribadito quanto affermato dal Consiglio medesimo in sede consultiva (Cons. St., Comm. spec., parere 05.5.2016, n. 1113), relativamente alla necessità che l’atto di alta amministrazione, ampiamente discrezionale, col quale si designa il Direttore generale deve comunque sottostare a precise garanzie volte a scongiurare il rischio di una «sostanziale arbitrarietà» della scelta, precisando l’assoggettamento di tale atto ad un onere motivazionale che, seppur “minimo”, deve tuttavia rendere intellegibili le ragioni per le quali, nell’interesse pubblico, si è optato per l’uno o per l’altro candidato incluso nella rosa di idonei.