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Sulla omessa dichiarazione dei decreti penali di condanna

TAR PIEMONTE, SEZ. I – sentenza 19 luglio 2021 n. 746

data: 23.07.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il Collegio piemontese è tornato ad esprimersi sulla corretta applicazione dell’art. 80 del Codice dei Contratti Pubblici. In particolare, il TAR ha osservato come non possa considerarsi illegittima l’aggiudicazione di una gara di appalto di servizi, per il solo fatto che la ditta risultata vittoriosa, in sede di domanda di partecipazione alla gara,  abbia omesso di dichiarare la preesistenza di alcuni precedenti penali costituiti da decreti penali di condanna nei confronti dei legali rappresentanti,  nel caso in cui detti decreti siano stati ritualmente e tempestivamente opposti dalla parte interessata, ex art. 464, comma 3, c.p.p.; infatti, l’opposizione comporta la revoca automatica del decreto penale, rendendolo tamquam non esset e demandando al successivo giudizio di opposizione l’accertamento del fatto di reato. In tal senso “il decreto penale di condanna opposto non è utilizzabile per il giudizio di inaffidabilità di un operatore economico partecipante ad una gara pubblica, ciò in quanto risulta impossibile ricollegare effetti vincolanti ad un accertamento sommario e privo di contraddittorio, quale è quello del decreto penale”.​​​​​​​

Sulla omessa dichiarazione dei decreti penali di condanna

TAR PIEMONTE, SEZ. I – sentenza 19 luglio 2021 n. 746

data: 23.07.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il Collegio piemontese è tornato ad esprimersi sulla corretta applicazione dell’art. 80 del Codice dei Contratti Pubblici. In particolare, il TAR ha osservato come non possa considerarsi illegittima l’aggiudicazione di una gara di appalto di servizi, per il solo fatto che la ditta risultata vittoriosa, in sede di domanda di partecipazione alla gara,  abbia omesso di dichiarare la preesistenza di alcuni precedenti penali costituiti da decreti penali di condanna nei confronti dei legali rappresentanti,  nel caso in cui detti decreti siano stati ritualmente e tempestivamente opposti dalla parte interessata, ex art. 464, comma 3, c.p.p.; infatti, l’opposizione comporta la revoca automatica del decreto penale, rendendolo tamquam non esset e demandando al successivo giudizio di opposizione l’accertamento del fatto di reato. In tal senso “il decreto penale di condanna opposto non è utilizzabile per il giudizio di inaffidabilità di un operatore economico partecipante ad una gara pubblica, ciò in quanto risulta impossibile ricollegare effetti vincolanti ad un accertamento sommario e privo di contraddittorio, quale è quello del decreto penale”.​​​​​​​