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Sulla rilevanza temporale dei gravi illeciti professionali e sull’onere di dichiarare precedenti inadempimenti di una consorziata

T.A.R. Lazio, Roma, sez. I-quater, 18 giugno 2021, n. 7300

data: 24.06.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con la pronuncia in oggetto, il T.A.R. Roma ha ritenuto legittima l’aggiudicazione di una gara per l’affidamento di lavori disposta in favore di un Consorzio stabile che aveva dichiarato che un’impresa ad esso appartenente era risultata destinataria del provvedimento di revoca di un’aggiudicazione e che il Consorzio stesso era stato iscritto nel casellario ANAC per effetto della decadenza dalla attestazione di qualificazione precedentemente rilasciata. Ciò in ragione del fatto che, nella fattispecie, si trattava di fatti e/o di gravi illeciti professionali antecedenti l’ultimo triennio, giacché vuoi ai sensi della normativa comunitaria direttamente applicabile (art. 57, comma 7, Direttiva n. 2014/24/UE) vuoi sulla base della normativa introdotta a livello nazionale (art. 80, co. 10-bis, D.lgs. n. 50/2016), la Stazione Appaltante non può escludere dalla gara un concorrente nel caso in cui le circostanze che potrebbero astrattamente rappresentare un grave illecito professionale si siano verificate nel periodo antecedente l’ultimo triennio.

Il Collegio, inoltre, ha avuto modo di riconoscere, al tempo stesso, che non può rappresentare un causa di illegittimità dell’aggiudicazione il solo fatto che il Consorzio stabile risultato aggiudicatario ha omesso di dichiarare una risoluzione contrattuale disposta da altra P.A. per gravi inadempimenti contrattuali e violazione di legge imputabili ad una delle imprese consorziate, laddove l’impresa colpita dalla risoluzione sia diversa da quella indicata dal Consorzio ai fini dell’esecuzione del contratto.

Sulla rilevanza temporale dei gravi illeciti professionali e sull’onere di dichiarare precedenti inadempimenti di una consorziata

T.A.R. Lazio, Roma, sez. I-quater, 18 giugno 2021, n. 7300

data: 24.06.2021
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con la pronuncia in oggetto, il T.A.R. Roma ha ritenuto legittima l’aggiudicazione di una gara per l’affidamento di lavori disposta in favore di un Consorzio stabile che aveva dichiarato che un’impresa ad esso appartenente era risultata destinataria del provvedimento di revoca di un’aggiudicazione e che il Consorzio stesso era stato iscritto nel casellario ANAC per effetto della decadenza dalla attestazione di qualificazione precedentemente rilasciata. Ciò in ragione del fatto che, nella fattispecie, si trattava di fatti e/o di gravi illeciti professionali antecedenti l’ultimo triennio, giacché vuoi ai sensi della normativa comunitaria direttamente applicabile (art. 57, comma 7, Direttiva n. 2014/24/UE) vuoi sulla base della normativa introdotta a livello nazionale (art. 80, co. 10-bis, D.lgs. n. 50/2016), la Stazione Appaltante non può escludere dalla gara un concorrente nel caso in cui le circostanze che potrebbero astrattamente rappresentare un grave illecito professionale si siano verificate nel periodo antecedente l’ultimo triennio.

Il Collegio, inoltre, ha avuto modo di riconoscere, al tempo stesso, che non può rappresentare un causa di illegittimità dell’aggiudicazione il solo fatto che il Consorzio stabile risultato aggiudicatario ha omesso di dichiarare una risoluzione contrattuale disposta da altra P.A. per gravi inadempimenti contrattuali e violazione di legge imputabili ad una delle imprese consorziate, laddove l’impresa colpita dalla risoluzione sia diversa da quella indicata dal Consorzio ai fini dell’esecuzione del contratto.