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Sull’automatica abrogazione della normativa regionale in materia di S.C.I.A. per contrasto con la sopravvenuta normativa statale

Consiglio di Stato, Sezione I, parere 17 novembre 2020, n. 1848

data: 27.11.2020
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il Consiglio di Stato, in sede di esame di ricorso straordinario al Capo dello Stato, ha affrontato il rapporto tra normativa statale e regionale in materia di S.C.I.A.

Segnatamente, il Collegio ha individuato i limiti alla sopravvivenza della normativa regionale contrastante con sopravvenute disposizioni nazionali.

Al riguardo, è stato richiamato l’art. 9, co. 1, l. n. 62/1953 (c.d. “legge Scelba”), a mente del quale «l’emanazione di norme legislative da parte delle Regioni nelle materie stabilite dall’articolo 117 della Costituzione si svolge nei limiti dei principi fondamentali quali risultano dalle leggi che espressamente li stabiliscono per le singole materie o quali si desumono dalle leggi vigenti» e l’art. 10 della medesima legge, il quale dispone che «le leggi della Repubblica che modificano i principi fondamentali di cui al primo comma dell’articolo precedente abrogano le norme regionali che siano in contrasto con esse».

Alla luce di ciò, il Collegio ha precisato che la sopravvenuta normativa nazionale determina l’automatica abrogazione della preesistente norma regionale con essa contrastante derivando, nella suddetta materia, l’obbligo della Regione di adeguare la propria legislazione ai principi fondamentali enunciati dal legislatore nazionale.

Sull’automatica abrogazione della normativa regionale in materia di S.C.I.A. per contrasto con la sopravvenuta normativa statale

Consiglio di Stato, Sezione I, parere 17 novembre 2020, n. 1848

data: 27.11.2020
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Il Consiglio di Stato, in sede di esame di ricorso straordinario al Capo dello Stato, ha affrontato il rapporto tra normativa statale e regionale in materia di S.C.I.A.

Segnatamente, il Collegio ha individuato i limiti alla sopravvivenza della normativa regionale contrastante con sopravvenute disposizioni nazionali.

Al riguardo, è stato richiamato l’art. 9, co. 1, l. n. 62/1953 (c.d. “legge Scelba”), a mente del quale «l’emanazione di norme legislative da parte delle Regioni nelle materie stabilite dall’articolo 117 della Costituzione si svolge nei limiti dei principi fondamentali quali risultano dalle leggi che espressamente li stabiliscono per le singole materie o quali si desumono dalle leggi vigenti» e l’art. 10 della medesima legge, il quale dispone che «le leggi della Repubblica che modificano i principi fondamentali di cui al primo comma dell’articolo precedente abrogano le norme regionali che siano in contrasto con esse».

Alla luce di ciò, il Collegio ha precisato che la sopravvenuta normativa nazionale determina l’automatica abrogazione della preesistente norma regionale con essa contrastante derivando, nella suddetta materia, l’obbligo della Regione di adeguare la propria legislazione ai principi fondamentali enunciati dal legislatore nazionale.