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Sull’onere motivazionale dell’ordine di demolizione

Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sede di Roma, Sezione II-quater, sentenza 10 novembre 2020, n. 11626

data: 13.11.2020
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con il provvedimento in commento, il TAR ha affrontato una questione relativa alla legittimità di un ordine di demolizione di una palafitta (di pertinenza di un ristorante) realizzata 40 anni prima senza il previo rilascio del permesso di costruire.

In particolare, il Collegio ha precisato che, nel caso di specie, l’ordine di demolizione deve essere ritenuto illegittimo per vizio di motivazione in ragione (i) del lungo lasso di tempo trascorso e della concreta consistenza dell’opera, inidonea a sviluppare cubatura, nonché (ii) del fatto che l’Amministrazione avesse in passato a più riprese espressamente considerato il manufatto precario e compatibile con la normativa urbanistica del PRG e con il piano territoriale paesistico dell’area.

Per le ragioni suesposte, dunque, il Giudice ha ritenuto insufficiente la motivazione dedotta dal Comune a fronte dell’ordine di demolizione, che avrebbe dovuto tenere conto anche dei nuovi presupposti di fatto e di diritto idonei a giustificare un radicale cambio di orientamento, illustrandone le ragioni.

In linea generale, il Collegio ha altresì osservato che il rafforzamento dell’onere motivazionale è reso ancor più necessario in ragione del fatto che si tratta di un manufatto verosimilmente costruito in epoca anteriore al 1967 e a servizio di un’attività commerciale regolarmente autorizzata.

Sull’onere motivazionale dell’ordine di demolizione

Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sede di Roma, Sezione II-quater, sentenza 10 novembre 2020, n. 11626

data: 13.11.2020
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con il provvedimento in commento, il TAR ha affrontato una questione relativa alla legittimità di un ordine di demolizione di una palafitta (di pertinenza di un ristorante) realizzata 40 anni prima senza il previo rilascio del permesso di costruire.

In particolare, il Collegio ha precisato che, nel caso di specie, l’ordine di demolizione deve essere ritenuto illegittimo per vizio di motivazione in ragione (i) del lungo lasso di tempo trascorso e della concreta consistenza dell’opera, inidonea a sviluppare cubatura, nonché (ii) del fatto che l’Amministrazione avesse in passato a più riprese espressamente considerato il manufatto precario e compatibile con la normativa urbanistica del PRG e con il piano territoriale paesistico dell’area.

Per le ragioni suesposte, dunque, il Giudice ha ritenuto insufficiente la motivazione dedotta dal Comune a fronte dell’ordine di demolizione, che avrebbe dovuto tenere conto anche dei nuovi presupposti di fatto e di diritto idonei a giustificare un radicale cambio di orientamento, illustrandone le ragioni.

In linea generale, il Collegio ha altresì osservato che il rafforzamento dell’onere motivazionale è reso ancor più necessario in ragione del fatto che si tratta di un manufatto verosimilmente costruito in epoca anteriore al 1967 e a servizio di un’attività commerciale regolarmente autorizzata.