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Sull’operatività degli artt. 51 e 80 del d.lgs. n. 50/2016

TAR Campania – Napoli, sentenza n. 7920 del 19 dicembre 2022

data: 26.12.2022
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

L’istituto in oggetto, previsto dall’art. 51 del Codice, pone come regola generale quella di favorire le piccole e medie imprese consentendo loro di partecipare anche alle procedure più rilevanti suddividendole in parti autonome, ovvero in lotti distinti (cfr. Cons. St. n. 627/2021).

Di diverso tenore è la regola racchiusa nell’art. 80, il quale vieta alle imprese che realizzano un “unico centro decisionale” di partecipare alla medesima procedura di affidamento.

Il Giudice chiarisce come le due norme operino: “Mentre la regola dell’art. 51 cit. ha portata generale ed è retta dal principio del favor partecipationis, quella dell’art. 80, comma 5, lett. m) del codice dei contratti, ha portata eccezionale ed è retta dal principio della tutela del buon andamento che, specularmente, costituisce limite intrinseco allo stesso principio dell’ampliamento della platea dei concorrenti, sicché entrambi i precetti devono essere interpretati rispettando i canoni ermeneutici (estensivi e restrittivi) coerenti con la propria natura e ratio”.

Ciò premesso, il Tar ritiene che non violi i principi proconcorrenziali la partecipazione di imprese collegate, ovvero riconducibili ad un unico centro decisionale, a distinte procedure di affidamento, ovvero a distinti lotti.

Sull’operatività degli artt. 51 e 80 del d.lgs. n. 50/2016

TAR Campania – Napoli, sentenza n. 7920 del 19 dicembre 2022

data: 26.12.2022
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

L’istituto in oggetto, previsto dall’art. 51 del Codice, pone come regola generale quella di favorire le piccole e medie imprese consentendo loro di partecipare anche alle procedure più rilevanti suddividendole in parti autonome, ovvero in lotti distinti (cfr. Cons. St. n. 627/2021).

Di diverso tenore è la regola racchiusa nell’art. 80, il quale vieta alle imprese che realizzano un “unico centro decisionale” di partecipare alla medesima procedura di affidamento.

Il Giudice chiarisce come le due norme operino: “Mentre la regola dell’art. 51 cit. ha portata generale ed è retta dal principio del favor partecipationis, quella dell’art. 80, comma 5, lett. m) del codice dei contratti, ha portata eccezionale ed è retta dal principio della tutela del buon andamento che, specularmente, costituisce limite intrinseco allo stesso principio dell’ampliamento della platea dei concorrenti, sicché entrambi i precetti devono essere interpretati rispettando i canoni ermeneutici (estensivi e restrittivi) coerenti con la propria natura e ratio”.

Ciò premesso, il Tar ritiene che non violi i principi proconcorrenziali la partecipazione di imprese collegate, ovvero riconducibili ad un unico centro decisionale, a distinte procedure di affidamento, ovvero a distinti lotti.