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Sull’operatività del soccorso istruttorio e sull’onere motivazionale dell’Amministrazione

TAR Lombardia, Milano, Sez. I, 8 febbraio 2022, n. 289

data: 18.02.2022
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con la sentenza in esame, il Collegio ha ribadito che il soccorso istruttorio è manifestazione del principio di buon andamento e del dovere di collaborazione, non rappresentando, dunque, una facoltà dell’Amministrazione, bensì un suo doveroso modus procedendi. Ciò, in nome del principio del favor partecipationis e della semplificazione, al fine di evitare formalismi inutili, costituisce un’applicazione del principio del giusto procedimento (ex art. 3 della L. 7 agosto 1990, n. 241), il quale pone in capo all’Amministrazione il dovere di accertare l’esistenza delle effettive condizioni di osservanza delle prescrizioni imposte dalla legge o dal bando di gara.

Tuttavia, l’operatività dell’istituto è limitata nel caso di carenza radicale di un elemento essenziale dell’offerta, così come nelle ipotesi in cui la stazione appaltante abbia richiesto a pena di esclusione, nella lex specialis di gara, la produzione di determinati documenti o l’esecuzione di specifici adempimenti procedimentali.

Inoltre, in merito alle dichiarazioni del concorrente, qualora la Commissione non ritenga che il fatto dichiarato sia incisivo sulla sua moralità professionale, non ha il dovere di esplicitare in maniera rigorosa le ragioni del suo convincimento, potendo la motivazione di non gravità risultare anche implicitamente o per facta concludentia, ricorrendo, viceversa, l’onere motivazionale per le valutazioni di gravità.

Sull’operatività del soccorso istruttorio e sull’onere motivazionale dell’Amministrazione

TAR Lombardia, Milano, Sez. I, 8 febbraio 2022, n. 289

data: 18.02.2022
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

Con la sentenza in esame, il Collegio ha ribadito che il soccorso istruttorio è manifestazione del principio di buon andamento e del dovere di collaborazione, non rappresentando, dunque, una facoltà dell’Amministrazione, bensì un suo doveroso modus procedendi. Ciò, in nome del principio del favor partecipationis e della semplificazione, al fine di evitare formalismi inutili, costituisce un’applicazione del principio del giusto procedimento (ex art. 3 della L. 7 agosto 1990, n. 241), il quale pone in capo all’Amministrazione il dovere di accertare l’esistenza delle effettive condizioni di osservanza delle prescrizioni imposte dalla legge o dal bando di gara.

Tuttavia, l’operatività dell’istituto è limitata nel caso di carenza radicale di un elemento essenziale dell’offerta, così come nelle ipotesi in cui la stazione appaltante abbia richiesto a pena di esclusione, nella lex specialis di gara, la produzione di determinati documenti o l’esecuzione di specifici adempimenti procedimentali.

Inoltre, in merito alle dichiarazioni del concorrente, qualora la Commissione non ritenga che il fatto dichiarato sia incisivo sulla sua moralità professionale, non ha il dovere di esplicitare in maniera rigorosa le ragioni del suo convincimento, potendo la motivazione di non gravità risultare anche implicitamente o per facta concludentia, ricorrendo, viceversa, l’onere motivazionale per le valutazioni di gravità.