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Valutazione di impatto ambientale subordinata al rispetto di specifiche prescrizioni

Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 11 dicembre 2020, n. 7917

data: 18.12.2020
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

È legittima una valutazione di impatto ambientale che dichiari la compatibilità ambientale di un progetto subordinatamente al rispetto di specifiche prescrizioni e condizioni, da verificare all’atto del successivo rilascio dei titoli autorizzatori necessari per la concreta entrata in funzione dell’opera, nulla ostando in linea di principio a che l’Amministrazione attesti che, a seguito dell’adozione futura di precisi accorgimenti, l’opera possa risultare compatibile con le esigenze di tutela ambientale alla cui soddisfazione tende la VIA.

Ha chiarito la Sezione che i limiti alla legittimità di tale modus procedendi attengono al grado di dettaglio e di specificità delle prescrizioni, nonché al loro numero ed alla complessiva incidenza sui caratteri dell’opera, in quanto la formulazione di prescrizioni eccessivamente generiche, ovvero relative a pressoché tutti i profili di possibile criticità ambientale, potrebbe risolversi in una sostanziale pretermissione del giudizio.

Una simile evenienza, da accertarsi nel caso concreto, ha carattere patologico e costituisce un indice sintomatico dell’illegittimità dell’azione amministrativa, che, in tal caso, discende non dalla presenza di prescrizioni in sé considerate, ma dal fatto che il carattere abnorme (per qualità, tipologia e numero) di tali prescrizioni svela, a monte, l’assenza di un’effettiva, concreta ed attuale valutazione dell’impatto ambientale, manifestando il sostanziale rifiuto all’esercizio del potere, pur nel suo formale esercizio.

Valutazione di impatto ambientale subordinata al rispetto di specifiche prescrizioni

Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 11 dicembre 2020, n. 7917

data: 18.12.2020
Area: Amministrativo, Energia e Ambiente

È legittima una valutazione di impatto ambientale che dichiari la compatibilità ambientale di un progetto subordinatamente al rispetto di specifiche prescrizioni e condizioni, da verificare all’atto del successivo rilascio dei titoli autorizzatori necessari per la concreta entrata in funzione dell’opera, nulla ostando in linea di principio a che l’Amministrazione attesti che, a seguito dell’adozione futura di precisi accorgimenti, l’opera possa risultare compatibile con le esigenze di tutela ambientale alla cui soddisfazione tende la VIA.

Ha chiarito la Sezione che i limiti alla legittimità di tale modus procedendi attengono al grado di dettaglio e di specificità delle prescrizioni, nonché al loro numero ed alla complessiva incidenza sui caratteri dell’opera, in quanto la formulazione di prescrizioni eccessivamente generiche, ovvero relative a pressoché tutti i profili di possibile criticità ambientale, potrebbe risolversi in una sostanziale pretermissione del giudizio.

Una simile evenienza, da accertarsi nel caso concreto, ha carattere patologico e costituisce un indice sintomatico dell’illegittimità dell’azione amministrativa, che, in tal caso, discende non dalla presenza di prescrizioni in sé considerate, ma dal fatto che il carattere abnorme (per qualità, tipologia e numero) di tali prescrizioni svela, a monte, l’assenza di un’effettiva, concreta ed attuale valutazione dell’impatto ambientale, manifestando il sostanziale rifiuto all’esercizio del potere, pur nel suo formale esercizio.