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La Commissione europea ha completato il processo di verifica dell’applicazione della direttiva sui gestori di fondi di investimento alternativi (AIFMD)

Si va verso la AIFMD II?

data: 19.07.2020
Area: Diritto Bancario e Finanziario

Il 10 giugno 2020 la Commissione UE ha pubblicato il suo rapporto (“Report“), che conclude il processo di revisione e verifica della Direttiva sui gestori di fondi di investimento alternativi (EU/2011/61) (“AIFMD“), avviato nel 2018.

Il Report non propone, in questa fase, alcuna modifica alla direttiva sui gestori di fondi di investimento alternativi (“GEFIA”), ma mette in evidenza alcune aree che dovranno essere oggetto di un ulteriore approfondimento e di eventuali modifiche.

Il Rapporto individua i seguenti punti critici:

  • L’applicazione del c.d. passaporto per la commercializzazione dei fondi alternativi d’investimento (“FIA”). Il Rapporto ritiene che l’efficacia del passaporto sia compromessa dalla pratica del c.d. “golden plating” nazionale e dalle diverse interpretazioni di concetti chiave, come “marketing” e “pre-marketing“, per cui il mercato europeo è “parzialmente frammentato piuttosto che completamente armonizzato“:
  • L’offerta a investitori semi-professionali e investitori al dettaglio. Il Rapporto osserva che la commercializzazione cross-border di FIA nell’UE è limitata dal fatto che il regime del passaporto è limitato agli investitori professionali, mentre gli investitori semi-professionali e al dettaglio possono essere contattati solo in base a norme nazionali diverse (e spesso più restrittive).
  • La disparità fra le norme nazionali in materia di private placement (“NPPR”). Pur riconoscendo l’importante ruolo svolto dalle NPPR nello sviluppo del mercato, il Report evidenzia che le NPPR creano “condizioni di disparità” tra i gestori di fondi di investimento alternativi (GEFIA) UE e non UE, in particolare perché le NPPR richiedono ai GEFIA non UE di attuare solo un numero molto limitato di requisiti del GEFIA, mentre i GEFIA UE che commercializzano FIA non UE rimangono soggetti a tutti i requisiti del GEFIA, fatta salva una certa flessibilità per quanto riguarda la nomina di un depositario. A tale proposito il Report ha rilevato che alcuni Stati membri sarebbero favorevoli all’armonizzazione delle NPPR, mentre altri preferiscono attivare il passaporto del GEFIA per i soggetti di paesi terzi, seguito da una graduale eliminazione delle NPPR.
  • Limiti alla distribuzione transfrontaliera dei GEFIA sotto soglia. Il Report riconosce che i GEFIA sotto soglia, e in particolare alcuni gestori di fondi di private equity, incontrano ostacoli significativi a causa dell’impossibilità di utilizzare il regime del passaporto.
  • Ruolo e funzione dei depositari. La relazione constata che il regime dei depositari dei GEFIA funziona bene. Tuttavia, potrebbero essere necessari chiarimenti mirati per affrontare situazioni in cui i GEFIA utilizzano una gestione tripartita delle garanzie o in cui i depositari centrali di titoli fungono da depositari. Il Report ha, anche, sottolineato che la mancanza di un passaporto di depositario è “in contrasto con lo spirito del mercato unico” e la scelta limitata dei fornitori di servizi pone rischi di concentrazione, dato che un unico depositario potrebbe detenere le attività di tutti i FIA stabiliti in un determinato Stato membro.

Il Report si è anche soffermato sulle regole in materia di comunicazione e trasparenza dei GEFIA, concludendo che si siano ampiamente raggiunti gli obiettivi in materia di informazione necessaria agli investitori per consentire agli stessi di prendere decisioni di investimento informate. Analogamente, le disposizioni contro l’asset-stripping e gli obblighi di trasparenza relativi all’acquisizione di partecipazioni di controllo in società non quotate sono stati giudicati non eccessivamente onerosi ed efficaci. Nel complesso, il Rapporto ritiene che il GEFIA abbia aumentato la trasparenza dei prodotti e dei servizi offerti.

Ai sensi dell’articolo 69, paragrafo 5, della AIFMD, la Commissione dovrà presentare proposte, comprese modifiche legislative al campo di applicazione e agli obblighi della direttiva stessa, sulla base delle conclusioni del Report. Secondo quanto ha fatto trapelare la Commissione UE, nel terzo trimestre del 2020 verrà avviata una consultazione sulla direttiva AIFMD e le eventuali proposte di modifica saranno rese note a metà del 2021.

La Commissione europea ha completato il processo di verifica dell’applicazione della direttiva sui gestori di fondi di investimento alternativi (AIFMD)

Si va verso la AIFMD II?

data: 19.07.2020
Area: Diritto Bancario e Finanziario

Il 10 giugno 2020 la Commissione UE ha pubblicato il suo rapporto (“Report“), che conclude il processo di revisione e verifica della Direttiva sui gestori di fondi di investimento alternativi (EU/2011/61) (“AIFMD“), avviato nel 2018.

Il Report non propone, in questa fase, alcuna modifica alla direttiva sui gestori di fondi di investimento alternativi (“GEFIA”), ma mette in evidenza alcune aree che dovranno essere oggetto di un ulteriore approfondimento e di eventuali modifiche.

Il Rapporto individua i seguenti punti critici:

  • L’applicazione del c.d. passaporto per la commercializzazione dei fondi alternativi d’investimento (“FIA”). Il Rapporto ritiene che l’efficacia del passaporto sia compromessa dalla pratica del c.d. “golden plating” nazionale e dalle diverse interpretazioni di concetti chiave, come “marketing” e “pre-marketing“, per cui il mercato europeo è “parzialmente frammentato piuttosto che completamente armonizzato“:
  • L’offerta a investitori semi-professionali e investitori al dettaglio. Il Rapporto osserva che la commercializzazione cross-border di FIA nell’UE è limitata dal fatto che il regime del passaporto è limitato agli investitori professionali, mentre gli investitori semi-professionali e al dettaglio possono essere contattati solo in base a norme nazionali diverse (e spesso più restrittive).
  • La disparità fra le norme nazionali in materia di private placement (“NPPR”). Pur riconoscendo l’importante ruolo svolto dalle NPPR nello sviluppo del mercato, il Report evidenzia che le NPPR creano “condizioni di disparità” tra i gestori di fondi di investimento alternativi (GEFIA) UE e non UE, in particolare perché le NPPR richiedono ai GEFIA non UE di attuare solo un numero molto limitato di requisiti del GEFIA, mentre i GEFIA UE che commercializzano FIA non UE rimangono soggetti a tutti i requisiti del GEFIA, fatta salva una certa flessibilità per quanto riguarda la nomina di un depositario. A tale proposito il Report ha rilevato che alcuni Stati membri sarebbero favorevoli all’armonizzazione delle NPPR, mentre altri preferiscono attivare il passaporto del GEFIA per i soggetti di paesi terzi, seguito da una graduale eliminazione delle NPPR.
  • Limiti alla distribuzione transfrontaliera dei GEFIA sotto soglia. Il Report riconosce che i GEFIA sotto soglia, e in particolare alcuni gestori di fondi di private equity, incontrano ostacoli significativi a causa dell’impossibilità di utilizzare il regime del passaporto.
  • Ruolo e funzione dei depositari. La relazione constata che il regime dei depositari dei GEFIA funziona bene. Tuttavia, potrebbero essere necessari chiarimenti mirati per affrontare situazioni in cui i GEFIA utilizzano una gestione tripartita delle garanzie o in cui i depositari centrali di titoli fungono da depositari. Il Report ha, anche, sottolineato che la mancanza di un passaporto di depositario è “in contrasto con lo spirito del mercato unico” e la scelta limitata dei fornitori di servizi pone rischi di concentrazione, dato che un unico depositario potrebbe detenere le attività di tutti i FIA stabiliti in un determinato Stato membro.

Il Report si è anche soffermato sulle regole in materia di comunicazione e trasparenza dei GEFIA, concludendo che si siano ampiamente raggiunti gli obiettivi in materia di informazione necessaria agli investitori per consentire agli stessi di prendere decisioni di investimento informate. Analogamente, le disposizioni contro l’asset-stripping e gli obblighi di trasparenza relativi all’acquisizione di partecipazioni di controllo in società non quotate sono stati giudicati non eccessivamente onerosi ed efficaci. Nel complesso, il Rapporto ritiene che il GEFIA abbia aumentato la trasparenza dei prodotti e dei servizi offerti.

Ai sensi dell’articolo 69, paragrafo 5, della AIFMD, la Commissione dovrà presentare proposte, comprese modifiche legislative al campo di applicazione e agli obblighi della direttiva stessa, sulla base delle conclusioni del Report. Secondo quanto ha fatto trapelare la Commissione UE, nel terzo trimestre del 2020 verrà avviata una consultazione sulla direttiva AIFMD e le eventuali proposte di modifica saranno rese note a metà del 2021.