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Quantificazione del profitto dell’ente ai fini della confisca

Corte di Cassazione, sentenza n. 37326 del 23 settembre 2023

data: 29.01.2024
Area: Compliance e 231

La Suprema Corte si è espressa sulla quantificazione del profitto ai fini della confisca nei confronti dell’ente, escludendo che il giudice possa determinarlo in via equitativa. Secondo i giudici di legittimità, infatti, non è possibile “individuare la misura del profitto realizzato dall’ente, ricorrendo ad una determinazione equitativa che non è prevista né consentita dalla disposizione dell’art. 19 D.Lgs. 231/2001”. Tale quantificazione “va operata individuando il vantaggio economico derivante in via diretta e immediata dalla commissione dell’illecito”.

Infine, la Corte precisa che “la complessità del rapporto contrattuale da cui è scaturita la realizzazione del profitto per l’ente non esime il giudice dal procedere, anche attraverso il ricorso allo strumento della perizia contabile in materia contrattuale, all’individuazione delle somme percepite dall’ente quale effetto della condotta di reato posta in essere dal soggetto apicale, al netto delle variazioni contrattuali, di eventuali somme restituite e delle somme corrisposte per prestazioni effettivamente erogate”.

Quantificazione del profitto dell’ente ai fini della confisca

Corte di Cassazione, sentenza n. 37326 del 23 settembre 2023

data: 29.01.2024
Area: Compliance e 231

La Suprema Corte si è espressa sulla quantificazione del profitto ai fini della confisca nei confronti dell’ente, escludendo che il giudice possa determinarlo in via equitativa. Secondo i giudici di legittimità, infatti, non è possibile “individuare la misura del profitto realizzato dall’ente, ricorrendo ad una determinazione equitativa che non è prevista né consentita dalla disposizione dell’art. 19 D.Lgs. 231/2001”. Tale quantificazione “va operata individuando il vantaggio economico derivante in via diretta e immediata dalla commissione dell’illecito”.

Infine, la Corte precisa che “la complessità del rapporto contrattuale da cui è scaturita la realizzazione del profitto per l’ente non esime il giudice dal procedere, anche attraverso il ricorso allo strumento della perizia contabile in materia contrattuale, all’individuazione delle somme percepite dall’ente quale effetto della condotta di reato posta in essere dal soggetto apicale, al netto delle variazioni contrattuali, di eventuali somme restituite e delle somme corrisposte per prestazioni effettivamente erogate”.