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Proposta della Commissione UE per “New Competition Tool”

Avvio di una consultazione pubblica della Commissione UE

data: 02.07.2020
Area: Concorrenza e Regolazione

Come già annunciato dalla nuova presidente, Sig.ra Von Der Leyen, nel proprio programma, la Commissione ha dato l’avvio ad un processo di modernizzazione del diritto della concorrenza.

Fra gli altri, lo sviluppo tecnologico, la crescente concentrazione dei mercati, l’aumento dei livelli di redditività hanno evidenziato i limiti della normativa attuale in materia antitrust e di controllo delle concentrazioni.

Sono venuti meno alcuni paradigmi, tra cui quello della corrispondenza fra le quote ed il potere di mercato delle società; inoltre, la Commissione ha avuto modo di accertare, in mercati sempre più concentrati, fenomeni sempre più frequenti di collusione tacita.

Da ultimo, l’utilizzo della tecnologia (e degli algoritmi predittivi in particolare) ha ampliato la platea dei mercati in cui è possibile un coordinamento, non limitandosi ad un elemento caratteristico degli oligopoli.

Nel processo di valutazione della disciplina europea della concorrenza, già avviato nel 2017, la Commissione e le autorità nazionali di concorrenza hanno individuato due insiemi di problemi, (i) quelli “strutturali delle regole di concorrenza” per cui alcune fattispecie esorbitano dall’ambito di applicazione (ad esempio, strategie di monopolizzazione da parte di imprese non dominanti con potere di mercato); (ii) quelli di efficacia dell’azione (ad esempio, strategie di leveraging da parte di imprese dominanti su più mercati adiacenti).

Quello che propone la Commissione è una modifica epocale, anche dal punto di vista delle modalità di valutazione, passando dalla verifica ex post degli effetti concorrenziali ad un maggiore integrazione fra la valutazione ex ante e quella ex post.

La Commissione ha proposto 4 possibili opzioni di intervento.

Una prima possibilità di intervento (Opzione 1), che prevede l’introduzione di un’indagine di mercato, si concentrerebbe sul comportamento unilaterale di una specifica impresa dominante, indipendentemente dal settore in cui opera, per cui avrebbe una portata orizzontale. Tale meccanismo consentirebbe alla Commissione di imporre misure correttive prima che un’impresa possa abusare della sua posizione dominante, attuando condotte preclusive per i concorrenti o di aumento dei costi.

La Commissione ha inoltre ipotizzato (Opzione 2), sempre nell’ambito della prevenzione ed il controllo dell’abuso di posizione dominante, l’introduzione di un meccanismo di verifica del mercato, in questo caso però limitato solo a settori specifici che, per loro natura o conformazione, sono più soggetti a una posizione dominante radicata o laddove si sono elevate barriere all’ingresso. La Commissione a questo proposito cita espressamente i mercati digitali come esempio, ma lascia la porta aperta ad altri settori.

Un altro possibile tool da adottare (Opzione 3) non si basa sulla posizione dominante, ma sulle caratteristiche del mercato. La Commissione potrebbe intervenire allorquando ritenga che vi sia un problema strutturale che impedisce il corretto funzionamento di un mercato. Come l’opzione 1, anche l’opzione 3 avrebbe un campo di applicazione orizzontale e consentirebbe alla Commissione di imporre rimedi comportamentali e, se del caso, strutturali. La Commissione potrebbe anche raccomandare un’azione legislativa per migliorare il funzionamento del mercato in questione.

Infine, anche l’Opzione 4 sarebbe basata sulla struttura del mercato, ma, proprio come l’Opzione 2, sarebbe limitata a settori specifici.

Si deve evidenziare che per le Opzioni 1, 2 e 3 il processo non darebbe vita ad alcuna constatazione di infrazione, nessuna ammenda e nessuna richiesta di risarcimento del danno.

Proposta della Commissione UE per “New Competition Tool”

Avvio di una consultazione pubblica della Commissione UE

data: 02.07.2020
Area: Concorrenza e Regolazione

Come già annunciato dalla nuova presidente, Sig.ra Von Der Leyen, nel proprio programma, la Commissione ha dato l’avvio ad un processo di modernizzazione del diritto della concorrenza.

Fra gli altri, lo sviluppo tecnologico, la crescente concentrazione dei mercati, l’aumento dei livelli di redditività hanno evidenziato i limiti della normativa attuale in materia antitrust e di controllo delle concentrazioni.

Sono venuti meno alcuni paradigmi, tra cui quello della corrispondenza fra le quote ed il potere di mercato delle società; inoltre, la Commissione ha avuto modo di accertare, in mercati sempre più concentrati, fenomeni sempre più frequenti di collusione tacita.

Da ultimo, l’utilizzo della tecnologia (e degli algoritmi predittivi in particolare) ha ampliato la platea dei mercati in cui è possibile un coordinamento, non limitandosi ad un elemento caratteristico degli oligopoli.

Nel processo di valutazione della disciplina europea della concorrenza, già avviato nel 2017, la Commissione e le autorità nazionali di concorrenza hanno individuato due insiemi di problemi, (i) quelli “strutturali delle regole di concorrenza” per cui alcune fattispecie esorbitano dall’ambito di applicazione (ad esempio, strategie di monopolizzazione da parte di imprese non dominanti con potere di mercato); (ii) quelli di efficacia dell’azione (ad esempio, strategie di leveraging da parte di imprese dominanti su più mercati adiacenti).

Quello che propone la Commissione è una modifica epocale, anche dal punto di vista delle modalità di valutazione, passando dalla verifica ex post degli effetti concorrenziali ad un maggiore integrazione fra la valutazione ex ante e quella ex post.

La Commissione ha proposto 4 possibili opzioni di intervento.

Una prima possibilità di intervento (Opzione 1), che prevede l’introduzione di un’indagine di mercato, si concentrerebbe sul comportamento unilaterale di una specifica impresa dominante, indipendentemente dal settore in cui opera, per cui avrebbe una portata orizzontale. Tale meccanismo consentirebbe alla Commissione di imporre misure correttive prima che un’impresa possa abusare della sua posizione dominante, attuando condotte preclusive per i concorrenti o di aumento dei costi.

La Commissione ha inoltre ipotizzato (Opzione 2), sempre nell’ambito della prevenzione ed il controllo dell’abuso di posizione dominante, l’introduzione di un meccanismo di verifica del mercato, in questo caso però limitato solo a settori specifici che, per loro natura o conformazione, sono più soggetti a una posizione dominante radicata o laddove si sono elevate barriere all’ingresso. La Commissione a questo proposito cita espressamente i mercati digitali come esempio, ma lascia la porta aperta ad altri settori.

Un altro possibile tool da adottare (Opzione 3) non si basa sulla posizione dominante, ma sulle caratteristiche del mercato. La Commissione potrebbe intervenire allorquando ritenga che vi sia un problema strutturale che impedisce il corretto funzionamento di un mercato. Come l’opzione 1, anche l’opzione 3 avrebbe un campo di applicazione orizzontale e consentirebbe alla Commissione di imporre rimedi comportamentali e, se del caso, strutturali. La Commissione potrebbe anche raccomandare un’azione legislativa per migliorare il funzionamento del mercato in questione.

Infine, anche l’Opzione 4 sarebbe basata sulla struttura del mercato, ma, proprio come l’Opzione 2, sarebbe limitata a settori specifici.

Si deve evidenziare che per le Opzioni 1, 2 e 3 il processo non darebbe vita ad alcuna constatazione di infrazione, nessuna ammenda e nessuna richiesta di risarcimento del danno.