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In materia di espropriazione forzata, il subingresso di uno o più ceditori del creditore dell’esecutato determina l’inoppugnabilità, per gli stessi, del provvedimento di estinzione

Cassazione civile, sez. VI, 17 novembre 2020, n. 26054. Pres. Amendola. Est. De Stefano

data: 28.01.2021
Area: Contenzioso e Arbitrati

La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha offerto un orientamento in tema di espropriazione forzata, stabilendo che la domanda di sostituzione ex art. 511 c.p.c. determina l’ingresso dei creditori del creditore nella sua posizione processuale, nonché nel suo diritto al riparto della somma risultante dall’esecuzione. Tuttavia, la Suprema Corte ha ritenuto che tale sostituzione, non determinando delle vere e proprie facoltà surrogatorie in capo ai creditori subcollocati, non consente loro di impedire che alla rinuncia al processo esecutivo, attuata dal creditore sostituito, consegua l’effetto tipico dell’estinzione.

In materia di espropriazione forzata, il subingresso di uno o più ceditori del creditore dell’esecutato determina l’inoppugnabilità, per gli stessi, del provvedimento di estinzione

Cassazione civile, sez. VI, 17 novembre 2020, n. 26054. Pres. Amendola. Est. De Stefano

data: 28.01.2021
Area: Contenzioso e Arbitrati

La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha offerto un orientamento in tema di espropriazione forzata, stabilendo che la domanda di sostituzione ex art. 511 c.p.c. determina l’ingresso dei creditori del creditore nella sua posizione processuale, nonché nel suo diritto al riparto della somma risultante dall’esecuzione. Tuttavia, la Suprema Corte ha ritenuto che tale sostituzione, non determinando delle vere e proprie facoltà surrogatorie in capo ai creditori subcollocati, non consente loro di impedire che alla rinuncia al processo esecutivo, attuata dal creditore sostituito, consegua l’effetto tipico dell’estinzione.