INTRANET
Copyright 2020 - Quorum Studio Legale e Tributario Associato - Credits

La legittimazione ad agire costituisce una condizione dell’azione diretta all’ottenimento di una decisione di merito

Tribunale Napoli, 04 Febbraio 2020. Pres. Raffone. Est. Federica Colucci

data: 05.05.2020
Area: Contenzioso e Arbitrati

Con la pronuncia in esame, il Tribunale di Napoli, muovendo dal principio di diritto secondo cui la legittimazione ad agire costituisce una condizione dell’azione diretta all’ottenimento di una qualsivoglia decisione di merito, ha ritenuto rilevante, ai fini del giudizio, la sola fattispecie giuridica prospettata dall’azione incardinata. Conseguentemente, a detta del Tribunale, è opportuno che il giudice adito prescinda dalla effettiva titolarità del rapporto dedotto in giudizio riferendosi, invece, al merito della causa ovvero ai requisiti di accoglibilità della stessa. Ne deriva, dunque, che, a differenza della “legitimatio ad causam”, intesa come diritto potestativo di ottenere dal giudice, in base alla sola allegazione di parte, una decisione di merito, favorevole o sfavorevole, l’eventuale eccezione relativa alla concreta titolarità del rapporto dedotto in giudizio, attenendo al merito della domanda, non sarà rilevabile d’ ufficio, ma sarà, piuttosto, affidata alla disponibilità delle parti che dovranno provvedere a formularla tempestivamente nell’ipotesi in cui volessero farla valere.

La legittimazione ad agire costituisce una condizione dell’azione diretta all’ottenimento di una decisione di merito

Tribunale Napoli, 04 Febbraio 2020. Pres. Raffone. Est. Federica Colucci

data: 05.05.2020
Area: Contenzioso e Arbitrati

Con la pronuncia in esame, il Tribunale di Napoli, muovendo dal principio di diritto secondo cui la legittimazione ad agire costituisce una condizione dell’azione diretta all’ottenimento di una qualsivoglia decisione di merito, ha ritenuto rilevante, ai fini del giudizio, la sola fattispecie giuridica prospettata dall’azione incardinata. Conseguentemente, a detta del Tribunale, è opportuno che il giudice adito prescinda dalla effettiva titolarità del rapporto dedotto in giudizio riferendosi, invece, al merito della causa ovvero ai requisiti di accoglibilità della stessa. Ne deriva, dunque, che, a differenza della “legitimatio ad causam”, intesa come diritto potestativo di ottenere dal giudice, in base alla sola allegazione di parte, una decisione di merito, favorevole o sfavorevole, l’eventuale eccezione relativa alla concreta titolarità del rapporto dedotto in giudizio, attenendo al merito della domanda, non sarà rilevabile d’ ufficio, ma sarà, piuttosto, affidata alla disponibilità delle parti che dovranno provvedere a formularla tempestivamente nell’ipotesi in cui volessero farla valere.