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L’art. 94 c.p.c. consente al Giudice di condannare al pagamento delle spese processuali anche gli eredi beneficiati, i tutori, i curatori e in genere coloro che rappresentano o assistono la parte in giudizio

Cassazione civile, sez. VI, 20 Maggio 2020, n. 9203. Pres. Scaldaferri. Est. Dolmetta

data: 01.07.2020
Area: Contenzioso e Arbitrati

L’art. 94 c.p.c. prevede che il Giudice possa condannare al pagamento delle spese processuali anche gli eredi beneficiati, i tutori, i curatori e in genere coloro che rappresentano o assistono la parte in giudizio. Ne deriva, dunque, che questi, nell’ipotesi in cui sussistano gravi motivi, possono essere chiamati a rispondere personalmente, anche in solido con la parte che rappresentano o assistono, per le spese dell’intero processo o per singoli atti. La Cassazione intervenuta sul punto, inoltre, ha chiarito che la condanna alle spese ai sensi dell’art. 94 c.p.c., prevede in capo al Giudice l’onere di specificare quali siano i “gravi motivi” posti a sostegno della condanna disposta. Tra questi, la Suprema Corte ritiene che possano rientrare tanto la trasgressione al dovere di lealtà e probità ex art. 88 c.p.c., quanto la mancanza di prudenza tipica della responsabilità processuale aggravata prevista dall’art. 96, comma 2, c.p.c..

L’art. 94 c.p.c. consente al Giudice di condannare al pagamento delle spese processuali anche gli eredi beneficiati, i tutori, i curatori e in genere coloro che rappresentano o assistono la parte in giudizio

Cassazione civile, sez. VI, 20 Maggio 2020, n. 9203. Pres. Scaldaferri. Est. Dolmetta

data: 01.07.2020
Area: Contenzioso e Arbitrati

L’art. 94 c.p.c. prevede che il Giudice possa condannare al pagamento delle spese processuali anche gli eredi beneficiati, i tutori, i curatori e in genere coloro che rappresentano o assistono la parte in giudizio. Ne deriva, dunque, che questi, nell’ipotesi in cui sussistano gravi motivi, possono essere chiamati a rispondere personalmente, anche in solido con la parte che rappresentano o assistono, per le spese dell’intero processo o per singoli atti. La Cassazione intervenuta sul punto, inoltre, ha chiarito che la condanna alle spese ai sensi dell’art. 94 c.p.c., prevede in capo al Giudice l’onere di specificare quali siano i “gravi motivi” posti a sostegno della condanna disposta. Tra questi, la Suprema Corte ritiene che possano rientrare tanto la trasgressione al dovere di lealtà e probità ex art. 88 c.p.c., quanto la mancanza di prudenza tipica della responsabilità processuale aggravata prevista dall’art. 96, comma 2, c.p.c..