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Le controversie distributive vanno introdotte e trattate secondo le forme previste dall’art. 617 c.p.c.

Cassazione civile, sez. VI, 15 Settembre 2020, n. 19122. Pres. De Stefano. Est. D’Arrigo

data: 07.11.2020
Area: Contenzioso e Arbitrati

Stando a quanto previsto dall’art. 512 c.p.c., tutte le controversie distributive vanno introdotte e trattate nelle forme previste dall’art. 617 c.p.c., indipendentemente dalla circostanza che la “causa petendi” abbia ad oggetto la denuncia di vizi formali del titolo esecutivo di uno dei creditori che partecipano alla distribuzione, ovvero da qualsiasi altra questione che possa dedursi in tale sede. Di conseguenza, il giudizio introdotto ex art. 512 c.p.c. è destinato a concludersi in ogni caso con una sentenza non appellabile.

Le controversie distributive vanno introdotte e trattate secondo le forme previste dall’art. 617 c.p.c.

Cassazione civile, sez. VI, 15 Settembre 2020, n. 19122. Pres. De Stefano. Est. D’Arrigo

data: 07.11.2020
Area: Contenzioso e Arbitrati

Stando a quanto previsto dall’art. 512 c.p.c., tutte le controversie distributive vanno introdotte e trattate nelle forme previste dall’art. 617 c.p.c., indipendentemente dalla circostanza che la “causa petendi” abbia ad oggetto la denuncia di vizi formali del titolo esecutivo di uno dei creditori che partecipano alla distribuzione, ovvero da qualsiasi altra questione che possa dedursi in tale sede. Di conseguenza, il giudizio introdotto ex art. 512 c.p.c. è destinato a concludersi in ogni caso con una sentenza non appellabile.