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Inammissibilità della proroga per l’esecuzione del concordato preventivo qualora sia già stata concessa quella prevista dell’art. 9, comma 1, L. 40/2020

Corte d’Appello de L’Aquila, 05 ottobre 2020. Pres. Fabrizio. Est. Filocamo

Al fine di garantire la continuità delle imprese colpite dall’emergenza COVID-19, l’art. 9, comma 1, L. n. 40/2020 ha stabilito che i termini di adempimento dei concordati preventivi, degli accordi di ristrutturazione, degli accordi di composizione della crisi e dei piani del consumatore omologati e aventi scadenza in data successiva al 23 febbraio 2020 siano prorogati automaticamente di sei mesi. Sul punto, la Corte d’Appello de L’Aquila, con la sentenza in esame, ha dichiarato l’illegittimità del provvedimento con cui il Tribunale concedeva al debitore, che già aveva usufruito della proroga prevista dalla L. 40/2020, un’ulteriore proroga di 48 mesi a seguito del decreto di omologa ed in accoglimento dell’istanza presentata a ridosso della scadenza per l’adempimento del concordato. La ratio di tale pronuncia muove dal presupposto che una proroga di tal genere modificherebbe i termini temporali del concordato proposto e che, peraltro, sono stati oggetto del voto e della conseguente approvazione dei creditori.

Inammissibilità della proroga per l’esecuzione del concordato preventivo qualora sia già stata concessa quella prevista dell’art. 9, comma 1, L. 40/2020

Corte d’Appello de L’Aquila, 05 ottobre 2020. Pres. Fabrizio. Est. Filocamo

Al fine di garantire la continuità delle imprese colpite dall’emergenza COVID-19, l’art. 9, comma 1, L. n. 40/2020 ha stabilito che i termini di adempimento dei concordati preventivi, degli accordi di ristrutturazione, degli accordi di composizione della crisi e dei piani del consumatore omologati e aventi scadenza in data successiva al 23 febbraio 2020 siano prorogati automaticamente di sei mesi. Sul punto, la Corte d’Appello de L’Aquila, con la sentenza in esame, ha dichiarato l’illegittimità del provvedimento con cui il Tribunale concedeva al debitore, che già aveva usufruito della proroga prevista dalla L. 40/2020, un’ulteriore proroga di 48 mesi a seguito del decreto di omologa ed in accoglimento dell’istanza presentata a ridosso della scadenza per l’adempimento del concordato. La ratio di tale pronuncia muove dal presupposto che una proroga di tal genere modificherebbe i termini temporali del concordato proposto e che, peraltro, sono stati oggetto del voto e della conseguente approvazione dei creditori.