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La verifica della sussistenza dei requisiti di non fallibilità può essere valutata dalla rappresentazione storica dei fatti e dei dati economici e patrimoniali della società

Cassazione civile, sez. I, 09 novembre 2020, n. 25025. Pres. Cristiano. Est. Dolmetta

Con la sentenza in esame la Corte di Cassazione, si pronuncia in tema di requisiti di non fallibilità, dettati dall’art. 1, comma 2, l.f. ai sensi del quale non sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori che nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, hanno avuto un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila, hanno realizzato ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila, ovvero hanno un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila. Ad avviso della Suprema Corte, la sussistenza dei predetti requisiti può essere rilevata dall’esposizione storica dei fatti nonché dei dati economici e patrimoniali dell’impresa, senza la necessità di produrre specifici documenti, come il bilancio. Pertanto, possono essere depositati sia le scritture contabili relative all’intera durata dell’esercizio, sia qualunque altra documentazione, formata da terzi o dalla parte stessa, che risulti proficua ai fini della verifica.

La verifica della sussistenza dei requisiti di non fallibilità può essere valutata dalla rappresentazione storica dei fatti e dei dati economici e patrimoniali della società

Cassazione civile, sez. I, 09 novembre 2020, n. 25025. Pres. Cristiano. Est. Dolmetta

Con la sentenza in esame la Corte di Cassazione, si pronuncia in tema di requisiti di non fallibilità, dettati dall’art. 1, comma 2, l.f. ai sensi del quale non sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori che nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, hanno avuto un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila, hanno realizzato ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila, ovvero hanno un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila. Ad avviso della Suprema Corte, la sussistenza dei predetti requisiti può essere rilevata dall’esposizione storica dei fatti nonché dei dati economici e patrimoniali dell’impresa, senza la necessità di produrre specifici documenti, come il bilancio. Pertanto, possono essere depositati sia le scritture contabili relative all’intera durata dell’esercizio, sia qualunque altra documentazione, formata da terzi o dalla parte stessa, che risulti proficua ai fini della verifica.