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L’affitto d’azienda determina, di regola, la cessazione della qualità di imprenditore, salvo che l’accertamento disposto dal giudice non mostri l’effettivo prosieguo dell’attività

Cassazione civile, sez. VI, 16 marzo 2020. Pres. Scaldaferri. Est. Nazzicone

La Corte di Cassazione, con la pronuncia in esame, ha stabilito che in occasione della dichiarazione di fallimento dell’imprenditore, l’affitto dell’azienda determina, di regola, la cessazione della qualità di imprenditore. Tuttavia, la Suprema Corte ha ritenuto che la regola predetta trovi un’eccezione nell’ipotesi in cui vi sia un accertamento in fatto da parte del Giudice idoneo a dimostrare la sussistenza di una compatibilità tra l’affitto di azienda e la prosecuzione dell’impresa che, però, deve essere effettiva.

L’affitto d’azienda determina, di regola, la cessazione della qualità di imprenditore, salvo che l’accertamento disposto dal giudice non mostri l’effettivo prosieguo dell’attività

Cassazione civile, sez. VI, 16 marzo 2020. Pres. Scaldaferri. Est. Nazzicone

La Corte di Cassazione, con la pronuncia in esame, ha stabilito che in occasione della dichiarazione di fallimento dell’imprenditore, l’affitto dell’azienda determina, di regola, la cessazione della qualità di imprenditore. Tuttavia, la Suprema Corte ha ritenuto che la regola predetta trovi un’eccezione nell’ipotesi in cui vi sia un accertamento in fatto da parte del Giudice idoneo a dimostrare la sussistenza di una compatibilità tra l’affitto di azienda e la prosecuzione dell’impresa che, però, deve essere effettiva.