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Se il fallimento è stato dichiarato quando era ancora possibile la risoluzione del concordato preventivo, il creditore istante non è tenuto a sopportare gli effetti esdebitatori e definitivi ex art. 184 l.fall.

Cassazione civile, sez. VI, 22 Giugno 2020, n. 12085. Pres. Scaldaferri. Est. Paola Vella

Con la pronuncia in esame, la Suprema Corte ha chiarito che se il fallimento è stato dichiarato quando era ancora possibile la risoluzione del concordato preventivo ex art. 186 l.fall., il creditore istante non è tenuto a sopportare gli effetti esdebitatori e definitivi ex art. 184 l.fall.. Infatti, in tale ipotesi, l’attuazione del piano è resa impossibile per l’intervento del fallimento che, sovrapponendosi al concordato medesimo, inevitabilmente lo rende irrealizzabile.

Se il fallimento è stato dichiarato quando era ancora possibile la risoluzione del concordato preventivo, il creditore istante non è tenuto a sopportare gli effetti esdebitatori e definitivi ex art. 184 l.fall.

Cassazione civile, sez. VI, 22 Giugno 2020, n. 12085. Pres. Scaldaferri. Est. Paola Vella

Con la pronuncia in esame, la Suprema Corte ha chiarito che se il fallimento è stato dichiarato quando era ancora possibile la risoluzione del concordato preventivo ex art. 186 l.fall., il creditore istante non è tenuto a sopportare gli effetti esdebitatori e definitivi ex art. 184 l.fall.. Infatti, in tale ipotesi, l’attuazione del piano è resa impossibile per l’intervento del fallimento che, sovrapponendosi al concordato medesimo, inevitabilmente lo rende irrealizzabile.