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Superbonus del 110% all’erede che detiene l’immobile

data: 24.09.2020
Area: Fiscale e Tributario

Se durante il periodo della fruizione della detrazione fiscale da superbonus 110% dovesse venire a mancare, per decesso, il soggetto che ne stava beneficiando, come vi evince anche dall’art. 9 del decreto MISE 6 agosto 2020, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene.

Se la detenzione materiale e diretta dell’immobile è esercitata congiuntamente da più eredi, la detrazione è ripartita tra gli stessi in parti uguali.

A tal riguardo, viene precisato che:

  • se l’immobile è locato, non spetta la detrazione in quanto l’erede proprietario non ne può disporre;
  • se l’immobile è a disposizione, la detrazione spetta in parti uguali agli eredi;
  • se vi sono più eredi, qualora uno solo di essi abiti l’immobile, la detrazione spetta per intero a quest’ultimo non avendone più gli altri la disponibilità;
  • se il coniuge superstite, titolare del solo diritto di abitazione, rinuncia all’eredità, lo stesso non può fruire delle residue quote di detrazione, venendo meno la condizione di erede.

In tal caso, neppure gli altri eredi (figli) potranno beneficiare della detrazione se non convivono con il coniuge superstite in quanto non hanno la detenzione materiale del bene.

La condizione della “detenzione materiale e diretta del bene” deve sussistere non solo per l’anno dell’accettazione dell’eredità ma anche per ciascun anno per il quale il contribuente intenda fruire delle residue rate di detrazione.

Nessun problema, invece, si pone nel caso in cui il de cuius (deceduto) aveva optato per lo sconto in fattura o cessione del credito, poiché in questo caso il beneficio fiscale è stato goduto interamente da questi a suo tempo.

Superbonus del 110% all’erede che detiene l’immobile

data: 24.09.2020
Area: Fiscale e Tributario

Se durante il periodo della fruizione della detrazione fiscale da superbonus 110% dovesse venire a mancare, per decesso, il soggetto che ne stava beneficiando, come vi evince anche dall’art. 9 del decreto MISE 6 agosto 2020, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene.

Se la detenzione materiale e diretta dell’immobile è esercitata congiuntamente da più eredi, la detrazione è ripartita tra gli stessi in parti uguali.

A tal riguardo, viene precisato che:

  • se l’immobile è locato, non spetta la detrazione in quanto l’erede proprietario non ne può disporre;
  • se l’immobile è a disposizione, la detrazione spetta in parti uguali agli eredi;
  • se vi sono più eredi, qualora uno solo di essi abiti l’immobile, la detrazione spetta per intero a quest’ultimo non avendone più gli altri la disponibilità;
  • se il coniuge superstite, titolare del solo diritto di abitazione, rinuncia all’eredità, lo stesso non può fruire delle residue quote di detrazione, venendo meno la condizione di erede.

In tal caso, neppure gli altri eredi (figli) potranno beneficiare della detrazione se non convivono con il coniuge superstite in quanto non hanno la detenzione materiale del bene.

La condizione della “detenzione materiale e diretta del bene” deve sussistere non solo per l’anno dell’accettazione dell’eredità ma anche per ciascun anno per il quale il contribuente intenda fruire delle residue rate di detrazione.

Nessun problema, invece, si pone nel caso in cui il de cuius (deceduto) aveva optato per lo sconto in fattura o cessione del credito, poiché in questo caso il beneficio fiscale è stato goduto interamente da questi a suo tempo.