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Appalto – Successione di leggi diversamente regolanti la materia – Applicabilità del regime di solidarietà vigente al momento di esecuzione della prestazione lavorativa

Cassazione civile sez. lav., 10/03/2022, n. 7819

data: 18.03.2022
Area: Diritto del Lavoro

In tema di appalto di opere o di servizi, nella successione delle disposizioni diversamente regolanti la materia, il regime di solidarietà applicabile, anche in relazione alle quote di t.f.r. maturate nel periodo di adibizione all’appalto, è quello vigente al momento di esecuzione della prestazione lavorativa, in cui sorge il diritto alla retribuzione ed alla contribuzione.

Nel caso in esame, parte ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 29 d. Igs n. 276/2003 e dell’art. 10 Disp. Prel. Cod. civ., censurando la sentenza impugnata per avere applicato alla fattispecie in esame la disciplina dettata dall’art. 29 d. Igs n. 276/2003 nel testo modificato dall’art. 21, comma 1, d.l. n. 5/2012 conv. con modif. in L. n. 35/2012, e dunque successiva al verificarsi degli eventi, anziché quella vigente al momento della stipula del contratto di appalto (il 10.7.2010) o all’epoca di svolgimento del rapporto di lavoro (dal 28.2.2011 al 6.4.2011) che non contemplava la responsabilità del committente anche in relazione alle quote di t.f.r. maturate nel periodo di adibizione  all’appalto.

La Suprema Corte statuisce che l’evento cui è collegata la responsabilità è individuato, nell’esecuzione della prestazione lavorativa che costituisce il fatto
generatore dell’obbligo retributivo.

Pertanto, nella fattispecie, trova applicazione l’art. 29 d. Igs n. 276/2003 nel testo vigente all’epoca dell’esecuzione della prestazione, epoca alla quale occorre fare riferimento per la individuazione della disciplina applicabile, che invece già contemplava la responsabilità solidale del soggetto committente anche in relazione alle quote di tfr.

Appalto – Successione di leggi diversamente regolanti la materia – Applicabilità del regime di solidarietà vigente al momento di esecuzione della prestazione lavorativa

Cassazione civile sez. lav., 10/03/2022, n. 7819

data: 18.03.2022
Area: Diritto del Lavoro

In tema di appalto di opere o di servizi, nella successione delle disposizioni diversamente regolanti la materia, il regime di solidarietà applicabile, anche in relazione alle quote di t.f.r. maturate nel periodo di adibizione all’appalto, è quello vigente al momento di esecuzione della prestazione lavorativa, in cui sorge il diritto alla retribuzione ed alla contribuzione.

Nel caso in esame, parte ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione dell’art. 29 d. Igs n. 276/2003 e dell’art. 10 Disp. Prel. Cod. civ., censurando la sentenza impugnata per avere applicato alla fattispecie in esame la disciplina dettata dall’art. 29 d. Igs n. 276/2003 nel testo modificato dall’art. 21, comma 1, d.l. n. 5/2012 conv. con modif. in L. n. 35/2012, e dunque successiva al verificarsi degli eventi, anziché quella vigente al momento della stipula del contratto di appalto (il 10.7.2010) o all’epoca di svolgimento del rapporto di lavoro (dal 28.2.2011 al 6.4.2011) che non contemplava la responsabilità del committente anche in relazione alle quote di t.f.r. maturate nel periodo di adibizione  all’appalto.

La Suprema Corte statuisce che l’evento cui è collegata la responsabilità è individuato, nell’esecuzione della prestazione lavorativa che costituisce il fatto
generatore dell’obbligo retributivo.

Pertanto, nella fattispecie, trova applicazione l’art. 29 d. Igs n. 276/2003 nel testo vigente all’epoca dell’esecuzione della prestazione, epoca alla quale occorre fare riferimento per la individuazione della disciplina applicabile, che invece già contemplava la responsabilità solidale del soggetto committente anche in relazione alle quote di tfr.