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Apprendistato di primo livello: i chiarimenti del Ministero del Lavoro

Ministero del Lavoro, circolare del 6 giugno 2022 n. 12

data: 10.06.2022
Area: Diritto del Lavoro

Il Ministero del Lavoro ha fornito rilevanti chiarimenti in merito alle norme in materia di apprendistato di primo livello.

La circolare precisa che al fine di individuare il termine del periodo formativo in apprendistato, si assume – quale termine conclusivo – la pubblicazione degli esiti dell’esame finale sostenuto dall’apprendista.

A decorrere da tale termine si possono verificare: la prosecuzione del contratto come ordinario rapporto di lavoro a tempo indeterminato; la proroga del contratto di apprendistato di primo livello; la trasformazione in apprendistato professionalizzante; il recesso dal contratto.

L’istituzione formativa deve comunicare formalmente al datore di lavoro, tramite PEC, l’esito dell’esame nel più breve tempo possibile e comunque non oltre tre giorni dalla pubblicazione degli esiti dell’esame finale, in modo da consentire l’eventuale proroga o trasformazione del contratto entro i cinque giorni previsti per la comunicazione obbligatoria.

Ai fini della comunicazione obbligatoria di instaurazione del rapporto di lavoro è possibile assumere quale “data di fine del periodo formativo”, il termine dell’anno scolastico/formativo, come disciplinato dai rispettivi ordinamenti regionali.

La circolare rimarca il ruolo cruciale della funzione tutoriale messa in atto sia dall’istituzione formativa sia dal datore di lavoro. Il tutor aziendale e il tutor formativo predispongono, in itinere e a conclusione del percorso, un Dossier individuale delle evidenze, funzionale ad un successivo accesso ai servizi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze, predisposti dagli Enti titolari di riferimento della qualificazione oggetto dell’apprendistato. Tale adempimento deve essere oggetto di integrazione del protocollo tra datore di lavoro e istituzione formativa. A tal fine, il Ministero ha reso disponibile, in allegato alla circolare, uno schema di Dossier individuale, unitamente ad uno schema di Piano formativo individuale.

Il contratto di apprendistato di primo livello può essere attivato sia prima dell’avvio del percorso formativo, purché la persona risulti già iscritta al percorso formativo, sia contestualmente all’avvio del percorso formativo. Il contratto può anche essere stipulato in itinere, a percorso formativo avviato, purché sia garantita la durata minima contrattuale di sei mesi e il rispetto dell’orario minimo ordinamentale. In tal caso, il calcolo dei periodi di formazione interna ed esterna si realizza nel rispetto della durata ordinamentale, secondo i limiti percentuali previsti, fatte salve le ore di formazione già fruite dall’allievo.

Un chiarimento importante riguarda la possibilità che l’apprendista sia assunto da un datore di lavoro con sede legale e/o operativa situata in una regione diversa da quella dell’istituzione formativa che eroga la formazione esterna (cd apprendistato transregionale). In questo caso, per gli aspetti riferiti alla formazione, la disciplina regionale di riferimento è quella della sede dell’istituzione formativa in cui viene erogato il percorso.

Apprendistato di primo livello: i chiarimenti del Ministero del Lavoro

Ministero del Lavoro, circolare del 6 giugno 2022 n. 12

data: 10.06.2022
Area: Diritto del Lavoro

Il Ministero del Lavoro ha fornito rilevanti chiarimenti in merito alle norme in materia di apprendistato di primo livello.

La circolare precisa che al fine di individuare il termine del periodo formativo in apprendistato, si assume – quale termine conclusivo – la pubblicazione degli esiti dell’esame finale sostenuto dall’apprendista.

A decorrere da tale termine si possono verificare: la prosecuzione del contratto come ordinario rapporto di lavoro a tempo indeterminato; la proroga del contratto di apprendistato di primo livello; la trasformazione in apprendistato professionalizzante; il recesso dal contratto.

L’istituzione formativa deve comunicare formalmente al datore di lavoro, tramite PEC, l’esito dell’esame nel più breve tempo possibile e comunque non oltre tre giorni dalla pubblicazione degli esiti dell’esame finale, in modo da consentire l’eventuale proroga o trasformazione del contratto entro i cinque giorni previsti per la comunicazione obbligatoria.

Ai fini della comunicazione obbligatoria di instaurazione del rapporto di lavoro è possibile assumere quale “data di fine del periodo formativo”, il termine dell’anno scolastico/formativo, come disciplinato dai rispettivi ordinamenti regionali.

La circolare rimarca il ruolo cruciale della funzione tutoriale messa in atto sia dall’istituzione formativa sia dal datore di lavoro. Il tutor aziendale e il tutor formativo predispongono, in itinere e a conclusione del percorso, un Dossier individuale delle evidenze, funzionale ad un successivo accesso ai servizi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze, predisposti dagli Enti titolari di riferimento della qualificazione oggetto dell’apprendistato. Tale adempimento deve essere oggetto di integrazione del protocollo tra datore di lavoro e istituzione formativa. A tal fine, il Ministero ha reso disponibile, in allegato alla circolare, uno schema di Dossier individuale, unitamente ad uno schema di Piano formativo individuale.

Il contratto di apprendistato di primo livello può essere attivato sia prima dell’avvio del percorso formativo, purché la persona risulti già iscritta al percorso formativo, sia contestualmente all’avvio del percorso formativo. Il contratto può anche essere stipulato in itinere, a percorso formativo avviato, purché sia garantita la durata minima contrattuale di sei mesi e il rispetto dell’orario minimo ordinamentale. In tal caso, il calcolo dei periodi di formazione interna ed esterna si realizza nel rispetto della durata ordinamentale, secondo i limiti percentuali previsti, fatte salve le ore di formazione già fruite dall’allievo.

Un chiarimento importante riguarda la possibilità che l’apprendista sia assunto da un datore di lavoro con sede legale e/o operativa situata in una regione diversa da quella dell’istituzione formativa che eroga la formazione esterna (cd apprendistato transregionale). In questo caso, per gli aspetti riferiti alla formazione, la disciplina regionale di riferimento è quella della sede dell’istituzione formativa in cui viene erogato il percorso.