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Distacco Transnazionale – entrata in vigore del decreto di attuazione

Decreto Legislativo del 15 settembre 2020, n. 122

data: 25.09.2020
Area: Diritto del Lavoro

A far data dal 30 settembre 2020, entreranno in vigore le disposizioni del D.lgs. n. 122, del 15 settembre 2020, che attua la direttiva UE n. 957/2018 relativa al distacco transnazionale.

Le principali novità riguardano tre principali aspetti: i) destinatari della normativa; ii) condizioni di lavoro e di occupazione dei lavoratori distaccati; ii) durata massima del distacco transnazionale.

Con riferimento al primo profilo, la disciplina sul distacco transnazionale era già applicabile anche alle agenzie di somministrazione stabilite in un altro Stato membro che distacchino i lavoratori presso un’impresa utilizzatrice in Italia. La novità riguarda l’applicabilità della disciplina anche all’agenzia di somministrazione che fornisca i lavoratori a una prima impresa utilizzatrice (stabilita nello stesso o in un altro Stato Membro) che, a sua volta, li invii a prestare lavoro in favore di un’azienda stabilita nel territorio italiano.

In merito al secondo profilo, il D.lgs. n. 122/2020 specifica l’elenco delle materie per cui è prevista l’applicazione al rapporto di lavoro dei lavoratori distaccati della legge dello Stato membro ospitante e, quindi, anche delle disposizioni dei contratti collettivi, in particolare:

  • periodi massimi di lavoro e periodi minimi di riposo;
  • durata minima dei congedi annuali retribuiti;
  • retribuzione, comprese le maggiorazioni per lavoro straordinario. Tale previsione non si applica ai regimi pensionistici di categoria;
  • condizioni di somministrazione di lavoratori, con particolare riferimento alla fornitura di lavoratori da parte di agenzie di somministrazione;
  • salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • provvedimenti di tutela riguardo alle condizioni di lavoro e di occupazione di gestanti o puerpere, bambini e giovani;
  • parità di trattamento fra uomo e donna, nonché altre disposizioni in materia di non discriminazione;
  • condizioni di alloggio adeguate per i lavoratori, nei casi in cui l’alloggio sia fornito dal datore di lavoro ai lavoratori distaccati lontani dalla loro abituale sede di lavoro;
  • indennità o rimborsi a copertura delle spese di viaggio, vitto e alloggio per i lavoratori fuori sede per esigenze di servizio

Inoltre, una volta trascorso il periodo di 12 mesi di distacco (c.d. distacco a lungo termine), al rapporto di lavoro del lavoratore distaccato si applicheranno tutte le condizioni di lavoro e di occupazione previste in Italia dalla legge e dai contratti collettivi, ad eccezione solamente di quelle relative a (i) licenziamento e dimissioni; (ii) clausole di non concorrenza; (iii) previdenza integrativa di categoria.

Per quanto riguarda, infine, la durata massima del distacco, la stessa viene ridotta da 24 a 12 mesi, con possibilità di proroga per ulteriori 18 mesi previa notifica motivata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Distacco Transnazionale – entrata in vigore del decreto di attuazione

Decreto Legislativo del 15 settembre 2020, n. 122

data: 25.09.2020
Area: Diritto del Lavoro

A far data dal 30 settembre 2020, entreranno in vigore le disposizioni del D.lgs. n. 122, del 15 settembre 2020, che attua la direttiva UE n. 957/2018 relativa al distacco transnazionale.

Le principali novità riguardano tre principali aspetti: i) destinatari della normativa; ii) condizioni di lavoro e di occupazione dei lavoratori distaccati; ii) durata massima del distacco transnazionale.

Con riferimento al primo profilo, la disciplina sul distacco transnazionale era già applicabile anche alle agenzie di somministrazione stabilite in un altro Stato membro che distacchino i lavoratori presso un’impresa utilizzatrice in Italia. La novità riguarda l’applicabilità della disciplina anche all’agenzia di somministrazione che fornisca i lavoratori a una prima impresa utilizzatrice (stabilita nello stesso o in un altro Stato Membro) che, a sua volta, li invii a prestare lavoro in favore di un’azienda stabilita nel territorio italiano.

In merito al secondo profilo, il D.lgs. n. 122/2020 specifica l’elenco delle materie per cui è prevista l’applicazione al rapporto di lavoro dei lavoratori distaccati della legge dello Stato membro ospitante e, quindi, anche delle disposizioni dei contratti collettivi, in particolare:

  • periodi massimi di lavoro e periodi minimi di riposo;
  • durata minima dei congedi annuali retribuiti;
  • retribuzione, comprese le maggiorazioni per lavoro straordinario. Tale previsione non si applica ai regimi pensionistici di categoria;
  • condizioni di somministrazione di lavoratori, con particolare riferimento alla fornitura di lavoratori da parte di agenzie di somministrazione;
  • salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • provvedimenti di tutela riguardo alle condizioni di lavoro e di occupazione di gestanti o puerpere, bambini e giovani;
  • parità di trattamento fra uomo e donna, nonché altre disposizioni in materia di non discriminazione;
  • condizioni di alloggio adeguate per i lavoratori, nei casi in cui l’alloggio sia fornito dal datore di lavoro ai lavoratori distaccati lontani dalla loro abituale sede di lavoro;
  • indennità o rimborsi a copertura delle spese di viaggio, vitto e alloggio per i lavoratori fuori sede per esigenze di servizio

Inoltre, una volta trascorso il periodo di 12 mesi di distacco (c.d. distacco a lungo termine), al rapporto di lavoro del lavoratore distaccato si applicheranno tutte le condizioni di lavoro e di occupazione previste in Italia dalla legge e dai contratti collettivi, ad eccezione solamente di quelle relative a (i) licenziamento e dimissioni; (ii) clausole di non concorrenza; (iii) previdenza integrativa di categoria.

Per quanto riguarda, infine, la durata massima del distacco, la stessa viene ridotta da 24 a 12 mesi, con possibilità di proroga per ulteriori 18 mesi previa notifica motivata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.