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Domanda di inquadramento superiore – efficacia del giudicato

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, Ordinanza n. 3540 dell’11 febbraio 2021

data: 18.02.2021
Area: Diritto del Lavoro

La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 3540 dell’11 febbraio 2011 ha ribadito un consolidato principio in materia di giudicato con riferimento alla domanda di riconoscimento di inquadramento superiore ai sensi dell’art. 2103 c.c.

La dipendente aveva richiesto il riconoscimento del diritto al superiore inquadramento nella VII fascia del CCNL applicato al rapporto di lavoro, sulla base del criterio di anzianità, deducendo di aver ottenuto, in virtù di una sentenza della Corte d’appello risalente al 2007, il riconoscimento di aver svolto sin dal 1980 mansioni riconducibili alla VI fascia del CCNL applicato.

La Suprema Corte, confermando le decisioni di merito, ha ribadito che la giurisprudenza di legittimità è consolidata nel ritenere che il giudicato formatosi sulla domanda di riconoscimento di una qualifica superiore ai sensi dell’art. 2103 c.c. ricomprende ogni possibile profilo inerente al fatto costitutivo dedotto e, quindi, allo svolgimento di mansioni superiori per il periodo di tempo utile al riconoscimento della superiore qualifica, con la conseguenza che deve ritenersi preclusa la successiva domanda di una qualifica superiore diversa da quella rivendicata in precedenza, seppure avanzata in base a una diversa norma contrattuale, poiché il fatto costitutivo resta sempre lo stesso (cfr. Cass n, 5486 del 2019, Cass. n. 6148 del 2000, Cass n. 2038 del 1996 e Cass n. 10279 del 1994).

Domanda di inquadramento superiore – efficacia del giudicato

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, Ordinanza n. 3540 dell’11 febbraio 2021

data: 18.02.2021
Area: Diritto del Lavoro

La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 3540 dell’11 febbraio 2011 ha ribadito un consolidato principio in materia di giudicato con riferimento alla domanda di riconoscimento di inquadramento superiore ai sensi dell’art. 2103 c.c.

La dipendente aveva richiesto il riconoscimento del diritto al superiore inquadramento nella VII fascia del CCNL applicato al rapporto di lavoro, sulla base del criterio di anzianità, deducendo di aver ottenuto, in virtù di una sentenza della Corte d’appello risalente al 2007, il riconoscimento di aver svolto sin dal 1980 mansioni riconducibili alla VI fascia del CCNL applicato.

La Suprema Corte, confermando le decisioni di merito, ha ribadito che la giurisprudenza di legittimità è consolidata nel ritenere che il giudicato formatosi sulla domanda di riconoscimento di una qualifica superiore ai sensi dell’art. 2103 c.c. ricomprende ogni possibile profilo inerente al fatto costitutivo dedotto e, quindi, allo svolgimento di mansioni superiori per il periodo di tempo utile al riconoscimento della superiore qualifica, con la conseguenza che deve ritenersi preclusa la successiva domanda di una qualifica superiore diversa da quella rivendicata in precedenza, seppure avanzata in base a una diversa norma contrattuale, poiché il fatto costitutivo resta sempre lo stesso (cfr. Cass n, 5486 del 2019, Cass. n. 6148 del 2000, Cass n. 2038 del 1996 e Cass n. 10279 del 1994).