INTRANET
Copyright 2020 - Quorum Studio Legale e Tributario Associato - Credits

Elementi della retribuzione nel periodo di ferie annuale – indennità modali – inclusione

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, Ordinanza del 15 ottobre 2020, n. 22401

data: 23.10.2020
Area: Diritto del Lavoro

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 22401 del 15 ottobre 2020, si è espressa sulle condizioni economiche spettanti al lavoratore durante il periodo di ferie retribuite ai sensi dell’art. 7, n. 1, della Direttiva n. 88/2003, dell’art. 2109, comma 2, c.c., dell’art. 10, D.lgs. n. 66/2003 (applicabile alla fattispecie all’esame della Corte ratione temporis n.d.r.).

La Cassazione ricorda che il diritto alle ferie annuali è stabilito dall’art. 7 della Direttiva n. 88/2003 e dall’art. 31, n. 2 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, cui l’art. 6, n. 1 TUE riconosce il medesimo valore giuridico dei trattati.

Per ciò che riguarda, in particolare, il pagamento delle ferie annuali, la Suprema Corte richiama la Corte di Giustizia che, sin dalla sentenza 16 marzo 2006, cause riunite C-131/04 e C-257/04, Robinson-Steele e altri (punto 50), ha avuto occasione di precisare che l’espressione “ferie annuali retribuite” di cui all’art. 7, n. 1, Direttiva n. 88/2003, intende significare che, per la durata delle ferie annuali, “deve essere mantenuta” la retribuzione; in altre parole, il lavoratore deve percepire la retribuzione ordinaria per tale periodo di riposo (cfr. anche CGUE 20 gennaio 2009 in C-350/06 e C-520/06, Schultz-Hoff e altri, punto 58).

Non solo, richiamando la pronuncia della Corte di Giustizia del 15 settembre 2011, causa C-155/10, Williams e altri (punto 21) che precisa che “qualsiasi incomodo intrinsecamente collegato all’esecuzione delle mansioni che il lavoratore è tenuto ad espletare in forza del suo contratto di lavoro e che viene compensato tramite un importo pecuniario incluso nel calcolo della retribuzione complessiva del lavoratore … deve obbligatoriamente essere preso in considerazione ai fini dell’ammontare che spetta al lavoratore durante le sue ferie annuali”.

All’opposto, non devono essere presi in considerazione nel calcolo dell’importo “gli elementi della retribuzione complessiva del lavoratore diretti esclusivamente a coprire spese occasionali o accessorie che sopravvengano in occasione dell’espletamento delle mansioni che incombono al lavoratore in ossequio al suo contratto di lavoro.

Pertanto, conclude la Suprema Corte, è compito del giudice di merito valutare, in primo luogo, il rapporto di funzionalità che intercorre tra i vari elementi che compongono la retribuzione complessiva del lavoratore e le mansioni ad esso affidate in ossequio al suo contratto di lavoro e, dall’altro, interpretare ed applicare le norme pertinenti del diritto interno conformemente al diritto dell’Unione, verificare se la retribuzione corrisposta al lavoratore, durante il periodo minimo di ferie annuali, sia corrispondente a quella fissata, con carattere imperativo ed incondizionato, dall’art. 7 della Direttiva n. 88/2003.

Nel caso di specie, il lavoratore ha ottenuto l’inclusione nella base di calcolo della retribuzione feriale, la somma erogata a titolo di “indennità di navigazione Stretto di Messina”.

Elementi della retribuzione nel periodo di ferie annuale – indennità modali – inclusione

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, Ordinanza del 15 ottobre 2020, n. 22401

data: 23.10.2020
Area: Diritto del Lavoro

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 22401 del 15 ottobre 2020, si è espressa sulle condizioni economiche spettanti al lavoratore durante il periodo di ferie retribuite ai sensi dell’art. 7, n. 1, della Direttiva n. 88/2003, dell’art. 2109, comma 2, c.c., dell’art. 10, D.lgs. n. 66/2003 (applicabile alla fattispecie all’esame della Corte ratione temporis n.d.r.).

La Cassazione ricorda che il diritto alle ferie annuali è stabilito dall’art. 7 della Direttiva n. 88/2003 e dall’art. 31, n. 2 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, cui l’art. 6, n. 1 TUE riconosce il medesimo valore giuridico dei trattati.

Per ciò che riguarda, in particolare, il pagamento delle ferie annuali, la Suprema Corte richiama la Corte di Giustizia che, sin dalla sentenza 16 marzo 2006, cause riunite C-131/04 e C-257/04, Robinson-Steele e altri (punto 50), ha avuto occasione di precisare che l’espressione “ferie annuali retribuite” di cui all’art. 7, n. 1, Direttiva n. 88/2003, intende significare che, per la durata delle ferie annuali, “deve essere mantenuta” la retribuzione; in altre parole, il lavoratore deve percepire la retribuzione ordinaria per tale periodo di riposo (cfr. anche CGUE 20 gennaio 2009 in C-350/06 e C-520/06, Schultz-Hoff e altri, punto 58).

Non solo, richiamando la pronuncia della Corte di Giustizia del 15 settembre 2011, causa C-155/10, Williams e altri (punto 21) che precisa che “qualsiasi incomodo intrinsecamente collegato all’esecuzione delle mansioni che il lavoratore è tenuto ad espletare in forza del suo contratto di lavoro e che viene compensato tramite un importo pecuniario incluso nel calcolo della retribuzione complessiva del lavoratore … deve obbligatoriamente essere preso in considerazione ai fini dell’ammontare che spetta al lavoratore durante le sue ferie annuali”.

All’opposto, non devono essere presi in considerazione nel calcolo dell’importo “gli elementi della retribuzione complessiva del lavoratore diretti esclusivamente a coprire spese occasionali o accessorie che sopravvengano in occasione dell’espletamento delle mansioni che incombono al lavoratore in ossequio al suo contratto di lavoro.

Pertanto, conclude la Suprema Corte, è compito del giudice di merito valutare, in primo luogo, il rapporto di funzionalità che intercorre tra i vari elementi che compongono la retribuzione complessiva del lavoratore e le mansioni ad esso affidate in ossequio al suo contratto di lavoro e, dall’altro, interpretare ed applicare le norme pertinenti del diritto interno conformemente al diritto dell’Unione, verificare se la retribuzione corrisposta al lavoratore, durante il periodo minimo di ferie annuali, sia corrispondente a quella fissata, con carattere imperativo ed incondizionato, dall’art. 7 della Direttiva n. 88/2003.

Nel caso di specie, il lavoratore ha ottenuto l’inclusione nella base di calcolo della retribuzione feriale, la somma erogata a titolo di “indennità di navigazione Stretto di Messina”.